Cronaca

Vento forte: la recinzione di security non regge, disagi per le navi

A Costa Morena abbattuto un tratto di recinzione che divide l'area Schengen da quella extra Schengen. Ripianificati gli ormeggi di navi e traghetti. Traghetto in avaria al largo di Torre Canne

BRINDISI – Recinzioni che finiscono per terra e navi ro-ro che faticano ad ormeggiare in andana: le raffiche di grecale che dalle prime luci di sabato (23 febbraio) sferzano il litorale adriatico hanno messo nuovamente in rilievo delle problematiche che da tempo si registrano nel porto di Brindisi. 

Il cedimento della recinzione

Come già accaduto il 5 febbraio 2016, un tratto di recinzione realizzata nell’ambito delle opere di security del circuito doganale non ha retto alle frustate di vento da nord-est. Sabato mattina, quando le raffiche hanno toccato il picco massimo, i manufatti metallici che separano l’area Schengen da quella extra Schengen, nella zona di Costa Morena, sono franati sul piazzale della banchina. 

Il compito di ripristinare la barriera spetta all’Autorità di sistema portuale. L’ente ha comunicato alla Capitaneria di porto di Brindisi che fino alla mattinata odierna, sempre a causa del grecale, non c’erano le condizioni per effettuare tale operazione. I tecnici dovrebbero provvedere in giornata. Nel frattempo, per garantire la separazione fra le due zone, si sono intensificate le ronde della stessa AdSp e della Capitaneria di porto, con un consistente aggravio di lavoro per gli operatori.

Video: la recinzione abbattuta dal vento

La ripianificazione degli accosti

Oltre a questo disagio, la sezione tecnica della Capitaneria, in collaborazione con il capo dei piloti del porto, ha dovuto rivedere il piano degli accosti e adottare adeguate misure di sicurezza per l’ormeggio delle navi. Alcune di queste, in una sorta di Tetris che per tutto il fine settimana ha impegnato la Capitaneria, sono state spostate e altre in arrivo o in partenza sono state ripianificate.

Costa Morena

Emblematico è il caso del traghetto ro-ro Eurocargo Catania, che solitamente ormeggia presso la banchina di Sant’Apollinare, nel porto interno. Ma sabato sera, considerate le proibitive condizioni meteorologiche, era impensabile attraversare canale Pigonati, per una nave di quella stazza. Il dirottamento verso Costa Morena Est è stato inevitabile. Qui la nave ha sostato parallelamente alla banchina fino alla mattina di domenica, quando con l’ausilio di un rimorchiatore ha potuto finalmente ormeggiare in andana (con il portellone di poppa rivolto verso il molo) e avviare così le operazioni di carico e scarico, per poi riprenere la navigazione verso la Sicilia.

Le richieste degli agenti marittimi

La banchina di Costa Morena, del resto, era stata progettata per le navi mercantili, che non hanno necessità di ormeggiare in andana. Discorso diverso vale invece per i traghetti, che devono mettersi con la poppa in banchina, esponendo la fiancata al vento di nord est. Gli agenti marittimi da anni, in attesa della realizzazione dei cinque accosti di Sant’Apollinare, chiedono di installare delle boe speciali per dare maggiore stabilità alla prua, che attualmente è assicurata solo all’ancora. Ma questa, su un fondo fangoso, non è in grado di tenere bene tutta la nave.

Avaria al largo di Torre Canne

Oltre alla grana accosti e alla recinzione divelta, nella notte fra sabato e domenica il personale della Capitaneria di porto di Brindisi coordinato dal capitano di vascello Giovanni Canu ha seguito anche le vicissitudini di un traghetto, il Rigel 1, che ha avuto un’avaria al generatore elettrico di bordo dei motori termici principali. La nave, partita dal porto di Bari, era destinata a Durazzo.

L’equipaggio, intorno alle ore 3, quando si trovava a circa nove miglia da Torre Canne, marina di Fasano, ha segnalato il problema alla Capitaneria di porto. La Guardia Costiera di Brindisi era pronta a inviare sul posto la motovedetta classe 800. A Bari era stata allertata una motovedetta classe 300. Anche un rimorchiatore di Brindisi era pronto a salpare. I tecnici di bordo, però, senza ausili esterni, sono riusciti a ripristinare il generatore. Intorno alle ore 5,30, la nave ha ripreso la navigazione verso l’approdo albanese, dove è arrivata domenica mattina. 

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