"Ghost Wine": nuovo sequestro per 12 milioni di litri di prodotto

Provvedimento di tipo probatorio sull'eccedenza considerata non tracciabile disposto dalla Procura di Lecce dopo dissequestro da parte del gip

Prosegue, con due sequestri probatori decretati dal procuratore aggiunto di Lecce, Valeria Mignone e dal pm Donatina Buffelli, l’indagine sulla presunta associazione per delinquere  in sofisticazione e contraffazione di vito, frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine e vendita di prodotti con segni mendaci, l’indagine “Ghost Wine”, vino fantasma, coordinata dalla Procura delle Repubblica del capoluogo salentino e condotta dai carabinieri del Nas di Napoli e Lecce assieme all’Ispettorato centrale repressione frodi del Ministero dell’Agricoltura), e sfociata l’11 luglio scorso nell’arresto di 11 persone e nel sequestro di quattro società del settore, tra le quali la Megale Hellas di San Pietro Vernotico.

I sequestri riguardano circa 24mila ettolitri di prodotto vinoso stoccata nei silos di vari stabilimenti vinicoli, e altri 95.500 ettolitri individuati tra San Pietro Vernotico e Manduria. In tutto poco meno di 12 milioni di litri. L’esecuzione dei decreti, che portano la data del 13 gennaio, è stata affidata sempre al Nas e all’Icqrf del ministero. Il vino fa parte del quantitativo che era già stato sottoposto a sequestro assieme all’azienda, a conclusione dell’indagine e che all’esito di verifiche documentali eseguite successivamente dall’Icqrf, fu ritenuto privo di tracciabilità.

L'impianto vinicolo principale della Megale Hellas, a San Pietro Vernotico-2

Si propose la riclassificazione con l’autorizzazione alla libera vendita. Nel frattempo le analisi fatte eseguire dalla Megale Hellas Srl presso laboratori pubblici stabiliscono che la parte di prodotto in questione è genuino e corrispondente alle caratteristiche dichiarate, e la difesa deposita un campione per le analisi in contradditorio da parte della magistratura inquirente. Il gip alla fine revoca il sequestro preventivo con parere contrario della Procura, non ravvisando più alcuna anomalia.

Si giunge quindi al nuovo sequestro da parte dalla stessa Procura di Lecce, questa volta di tipo probatorio e sulla base dell’esigenza della conservazione della prova per poter svolgere anche in sede dibattimentale le perizie contabili. Il vino nuovamente sequestrato fu infatti considerato in eccedenza in violazione all’articolo 72, comma 1, del cosiddetto “Testo unico del vino”, la legge 238 del 2016 che tutela e regolamenta la produzione vitivinicola italiana, con sanzione amministrativa di poco inferiore ai 1,7 milioni di euro.

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Cosa dice il comma 1: “Fatti salvi i limiti e le tolleranze stabiliti dalle vigenti norme dell'Unione europea e nazionali e previa riconciliazione dei conti distinti delle varie tipologie di vini con le necessarie riclassificazioni di prodotto, chiunque detiene quantitativi di prodotti vitivinicoli non giustificati dalla documentazione di cantina, salvo che il fatto costituisca reato, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria di 90 euro per ettolitro o frazione di ettolitro del quantitativo di prodotto eccedente”.

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