Cronaca

Emergenza rifiuti: la soluzione porta a Lecce e Taranto, con aumento dei costi

Da venerdì (12 febbraio) dovrebbe rientrare l'emergenza rifiuti (l'ennesima) scaturita dalla chiusura della discarica di "soccorso" di Formica Ambiente, nei confronti della quale la Provincia di Brindisi ha avviato una procedura di sospensione dell'Aia per inquinamento della falda, sulla base delle analisi effettuate dall'Arpa

Rifiuti per le vie di Brindisi

BRINDISI – Da venerdì (12 febbraio) dovrebbe rientrare l’emergenza rifiuti (l’ennesima) scaturita dalla chiusura della discarica di “soccorso” di "Formica Ambiente", nei confronti della quale la Provincia di Brindisi ha avviato una procedura di sospensione dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) per inquinamento della falda, sulla base delle analisi effettuate dall’Arpa. La situazione è stata sbloccata dalla Regione, attraverso un’ordinanza che dispone il trasporto dei rifiuti indifferenziati prodotti dai 9 comuni che utilizzavano Formica presso gli impianti di Cdr situati a Poggiardo e Cavallino, nel Salento. Successivamente, la frazione sottoposta a processo di biostabilizzazione verrà conferita presso la discarica di Statte (Taranto).

Non solo. Il presidente della Regione, Michele Emiliano, è andato oltre, perché per evitare l’insorgere di altre emergenze a sorpresa l’incontro di oggi, inizialmente dedicato solo a Brindisi, è stato allargato a tutti gli Oga (Organo di governo d’ambito) pugliesi, nei confronti dei quali è stata avviata la procedura di commissariamento. Questo nell’ottica di un’unica Oga regionale al posto delle singole Oga provinciali, paralizzate spesso da personalismi e da un’impiantistica fatiscente. Non a caso all’incontro odierno hanno preso parte i rappresentanti dell’Arpa e dell’Asl di ogni provincia.

Tornando al caso Brindisi, le ditte appaltatrici del servizio di raccolta dei rifiuti già da domani mattina potranno svuotare i cassonetti destinati alla frazione indifferenziata, liberando i marciapiedi dai cumuli di sacchetti. La soluzione adottata dalla Regione (l’unica possibile per fermare l’emergenza) comporterà un significativo aumento dei costi di trasporto e smaltimento sostenuti dalle amministrazioni. Basti penare che se fino a martedì (9 febbraio) i compattatori andavano a sversare il rifiuto tal quale in un sito della provincia di Brindisi, quello di Formica appunto, da domani il percorso si farà più lungo, in quanto si dovrà passare prima dalla provincia di Lecce (dove appunto si trovano gli impianti di biostabilizzazione) e poi da quella di Taranto, dove si trova la discarica.

A questo punto, pare quanto mai necessario rimettere in funzione l’impianto di Cdr sulla strada per Pandi e la discarica comunale di Autigno, entrambi sotto sequestro nell’ambito di due diverse inchieste condotte dalla Procura di Brindisi (quella sull’impianto di Cdr, come noto, è sfociata nell’arresto del sindaco dimissionario di Brindisi, Consales, e dell’ex amministratore della Nubile, Luca Screti, coinvolto anche nell’inchiesta sull’inquinamento in falda riconducibile ad Autigno, insieme a tecnici di Provincia e Arpa).

Le due questioni saranno affrontate nel corso di due diversi incontri programmati per domani. Nel primo, i tecnici dell’Oga e i rappresentanti dell’Amiu (società partecipata di Bari alla quale la Regione ha affidato la gestione dell’impianto di Cdr, dopo l'uscita di scena della Nubile) cercheranno una soluzione per far partire in tempi brevi i lavori di ammodernamento dello stabilimento situato sulla strada per Pandi. Nel secondo, verrà presentato un progetto elaborato dagli stessi tecnici dell’Oga per la messa in sicurezza della discarica di Autigno. 

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