Cronaca

Emergenza sbarchi in Sicilia: si prepara anche Brindisi. A giorni un tavolo regionale

Anche Brindisi potrebbe essere lambita dall'ondata di sbarchi che da giorni si sta abbattendo sulle coste della Sicilia e che verosimilmente, con l'approssimarsi dell'estate, si ingrosserà nelle prossime settimane. Soltanto nella giornata di ieri sono sbarcati quasi 1200 extracomunitari, fra cui donne e bambini.

BRINDISI – Anche Brindisi potrebbe essere lambita dall’ondata di sbarchi che da giorni si sta abbattendo sulle coste della Sicilia e che verosimilmente, con l’approssimarsi dell’estate, si ingrosserà nelle prossime settimane. Soltanto nella giornata di ieri sono sbarcati quasi 1200 extracomunitari, fra cui donne e bambini. Oggi sono arrivate altre 480 persone a Palermo, dove è stata allestita una task force. Si tratta di una vera e propria emergenza, che presto investirà l'intero territorio nazionale.

Il Viminale ha già mosso i primi passi, inviando ai prefetti una circolare in cui si chiede di individuare a breve 6mila 500 nuovi posti per i migranti, ribadendo “l’impegno preso dalle Regioni con il ministro Alfano non più di due settimane fa”, ha dichiarato in un’intervista il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione. Pure Brindisi, per la posizione strategica del suo porto, potrebbe presto ritrovarsi in prima linea.

Già nell’estete del 2014, del resto, nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum, cinque imbarcazioni (fra navi mercantili e navi militari) trasportarono a Brindisi oltre 2mila disperati raccolti nel canale di Sicilia, in cinque diversi sbarchi avvenuti a Costa Morena, Sant’Apollinare e presso la diga di Punta Riso.

E adesso com’è la situazione? Dalla prefettura e dalla questura si apprende che al momento non c’è una situazione di preallarme per quanto riguarda la provincia di Brindisi. Circa 300 migranti sono ospitati in due strutture di accoglienza situate a Carovigno (il Green garden) e Ostuni. Nel Cara di Restinco vi sono fra i 120 e i 150 ospiti. La capacità di accoglienza del territorio è vicino al suo limite massimo. Non è escluso, però, che nell’immediato futuro si possa chiedere un ulteriore sforzo.

Questo dipenderà dalle indicazioni che verranno fornite alle prefetture pugliesi nel corso di un tavolo regionale sull’emergenza che sarà convocato a giorni, in  base alle disposizioni sulla ripartizione regionale che arriveranno da Roma. Va detto che la scorsa estate il sistema d’accoglienza predisposto dalla prefettura, in sinergia con le forze dell’ordine, la Capitaneria di porto, la Protezione civile comunale, la Croce rossa e il 118, è stato impeccabile.

Le persone arrivate a Brindisi dopo ore di odissea in mare hanno ricevuto immediata assistenza sanitaria in banchina, trovando ad attenderle dei pullman che le hanno accompagnate verso le destinazioni prestabilite. L’eventualità che nel giro di qualche settimana possano riproporsi scenari analoghi è concreta. Perché gli sbarchi di questi giorni sono solo l’inizio di un fenomeno che terrà impegnate le autorità italiane per mesi.

E da quanto riferito all’Ansa dalla coordinatrice nazionale della Commissione politiche sociali della Conferenza delle Regioni, Lorena Rambaudi, sembra poco incoraggiante il quadro regionale per la ricerca di nuovi luoghi di accoglienza. "Sono sicura che gli organi preposti  - ha dichiarato la Rambaudi - sappiano che le Regioni sono in difficoltà nella ricerca di nuovi spazi per accogliere i migranti. A mali estremi una soluzione può venire dalle Prefetture, che hanno poteri straordinari, e quindi se non si riesce a risolvere con le normali modalità si dovrà per forza dichiarare lo stato d'emergenza, attivando quindi le requisizioni, come abbiamo già fatto nel 2011 con la prima emergenza Nord Africa". 

"Di strutture ce ne sono, ma molte - spiega all'Ansa l'amministratrice facendo riferimento alla circolare del Viminale che ha chiesto alle Regioni di reperire in tempi brevi 500 nuovi posti per i migranti - non sono utilizzabili. E’ chiaro che è utile la collaborazione tra Stato e Regioni, ma se i numeri sono insostenibili rispetto all'organizzazione dei territori bisognerà far altro. E a quel punto critico purtroppo siamo già molto vicini, lo dico con sicurezza per la mia regione ma ho sentito anche colleghi di altri territori dire la stessa cosa”. 

La questione verrà affrontata nel corso della riunione del Coordinamento delle Regioni convocata per quest’oggi. “Vedremo cosa fare – conclude la Rambaudi - e se sarà  il caso di comunicare qualcosa di particolare, anche se a quanto vedo quella data potrebbe essere superata dall'incalzare degli eventi, cioe' dal numero degli sbarchi".

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