Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Finanzieri al Comune di Brindisi: acquisiti atti dei Servizi sociali

Acquisiti documenti su affidamenti, anche nell’ambito del Piano sociale di zona. Lo scorso ottobre l’ex vice sindaca Rita Ortenzia De Vito depositò in Procura un memoriale su alcuni servizi dopo le dimissioni: era titolare della delega ai Servizi sociali

BRINDISI – Finanzieri a Palazzo di città per acquisire una serie di documenti relativi a bandi e affidamenti indetti dal Comune di Brindisi, negli ultimi anni, per la gestione di una serie di servizi sociali, anche nell’ambito del piano di zona.

Le indagini

municipio brindisi-5Questa mattina gli uomini del Nucleo polizia economico finanziaria si sono presentati in alcuni uffici della sede centrale dell’Amministrazione e hanno chiesto copia di atti che, stando a quanto si apprende, riguarderebbero la gestione delle attività che fanno capo alla ripartizione ai Servizi sociali. Non ci sono conferme. Del resto neppure potrebbero essercene, tenuto conto del fatto che si tratta di attività di raccolta documenti riconducibile a un’attività di verifica su delega della Procura di Brindisi.

Il memoriale dell’ex vice sindaca

Su cosa sta indagando la magistratura? Sulla scrivania del pm Antonio Negro c’è il memoriale consegnato dall’ex vice sindaca di Brindisi, Rita Ortenzia De Vito, cinque giorni dopo aver rassegnato le dimissioni dall’incarico. Esiste un collegamento tra l’attività posta in essere dai finanzieri e quello scritto? Potrebbe esserci. Così come non è da escludere che la stessa De Vito, tornata subito alla direzione dell’istituto professionale Ferraris, sia stata ascoltata per chiarire alcuni degli aspetti evidenziati nel suo “dossier”.

Le dimissioni

La procura di BrindisiNon è mistero per nessuno quel che disse l’ex vice sindaca, titolare della delega ai Servizi sociali, nel corso della conferenza stampa che lei stessa organizzò per consegnare la sua verità sulla rottura dei rapporti con il sindaco Riccardo Rossi, la Giunta e il segretario cittadino del Partito democratico, Francesco Cannalire, il quale fece per primo il suo nome dopo la vittoria al ballottaggio, pensando alla composizione dell’esecutivo.

De Vito rimase in Giunta appena tre settimane. Rassegnò le dimissioni il 18 ottobre e il 23 depositò il memoriale in Procura, dopo aver detto pubblicamente che – a suo avviso -era necessario approfondire nelle sedi opportune alcuni aspetti. La sede opportuna? La Procura, appunto. "Perché se da un lato, non  sempre le pressioni si traducono automaticamente in reati, dall’altro è anche vero che, per me, la mafia è un approccio mentale, un modo di guardare il mondo e la vita”, disse. “Se mi fossi piegata, io avrei abbracciato una mentalità mafiosa e tradito i miei valori e ideali. Ho detto no”.

Impossibile, al momento, ottenere dichiarazioni dalla professoressa De Vito. In conferenza stampa definì il piano sociale di zona “un incubo”. Stando a indiscrezioni, nell’esposto la prof avrebbe tratteggiato una descrizione d’insieme della ripartizione ai Servizi sociali, materia spinosa, complessa, difficile. Materia di dimensioni economiche notevoli se genera un flusso di finanziamenti pari a 14 milioni di euro l’anno, stando a quanto disse De Vito.

Il piano sociale di zona

Nel testo dell’esposto, ci sarebbero stati riferimenti in particolare a due servizi con stanziamenti in aumento: la mediazione familiare e gli affidi, entrambi assegnati alla stessa cooperativa, rispettivamente di centomila e duecentomila euro. Non furono inseriti, invece, altri servizi che l’allora assessore-vice sindaco chiese, come quelli per le malattie patologiche. Il sindaco così come il dirigente responsabile della ripartizione hanno sempre ribadito la legittimità degli atti posti in essere dall'Amministrazione comunale, peraltro in continuità con le gestioni precedenti.



 

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