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Cronaca

Fotovoltaico, carabinieri in Regione

BRINDISI - L’inchiesta partita da Restinco e dai pannelli fotovoltaici di un mega impianto si allarga

BRINDISI - L’inchiesta partita da Restinco e dai pannelli fotovoltaici di un mega impianto si allarga. Stamani infatti i carabinieri del comando provinciale di Bari, su delega del pm inquirente Francesco Bretone, della procura del capoluogo pugliese, si sono recati presso gli uffici dell’assessorato all’Ambiente della Regione Puglia e hanno acquisito un bel po’ di documentazione sulle procedure autorizzative rilasciate dall’Ente per la realizzazione di impianti eolici e fotovoltaici su tutto il territorio nazionale.

Nell’inchiesta originariamente figuravano sei indagati. Ipotesi di reato originaria, quella di truffa, cui potrebbe aggiungersi anche l’abuso d’ufficio e il falso e una maxi inchiesta in corso che riguarda la condotta della Regione Puglia nel settore delle rinnovabili.

Si è scoperto in fase di indagini che al di là dei grossi impianti sottoposti a Via, la Regione non ha una mappatura dei piccoli parchi eolici e fotovoltaici, per intenderci quelli che furono realizzati con una banale dichiarazione di inizio lavori grazie a un regolamento poi per fortuna modificato, e che spesso finiscono sotto la lente della magistratura per gli illeciti frazionamenti. Che funzionavano così: punto di partenza un terreno che non vale nulla, richiesta di trasformarlo in terreno con una destinazione d’uso in grado di ospitare pannelli o pale eoliche, cessione a società soprattutto estere (fondi di investimento per lo più) che vogliono investire in una terra di sole e di vento, ma che intendono dribblare la farraginosa burocrazia italiana, e l’affare è fatto.

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