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Frane, in spiaggia violando i divieti

TORCHIAROLO – Hanno proprio deciso di sfidare la sorte alcuni villeggianti delle marine di competenza dei Comuni di Torchiarolo e San Pietro Vernotico: nonostante alcune località marittime e precisamente Lido Cipolla e Cimalo, siano state interessate da smottamenti della falesia e che il pericolo di ulteriori crolli sia stato segnalato con appositi cartelli che vietano l'accesso in quelle zone, oggi gli habitué di quelle particolari spiagge hanno comunque trascorso la mattinata nelle località colpite dagli smottamenti.

TORCHIAROLO - Hanno proprio deciso di sfidare la sorte alcuni villeggianti delle marine di competenza dei Comuni di Torchiarolo e San Pietro Vernotico: nonostante alcune località marittime e precisamente Lido Cipolla e Cimalo, siano state interessate da smottamenti della falesia e che il pericolo di ulteriori crolli sia stato segnalato con appositi cartelli che vietano l'accesso in quelle zone, oggi gli habitué di quelle particolari spiagge hanno comunque trascorso la mattinata nelle località colpite dagli smottamenti.

Nessuno degli organi di controllo ha provveduto ad accertarsi che le due ordinanze emesse in date diverse ma per lo stesso motivo dai due sindaci dei Comuni di San Pietro Vernotico e Torchiarolo, rispettivamente Pasquale Rizzo e Giovanni Del Coco, siano state rispettate. A Lido Cipolla il tratto di costa caratterizzato dalla falesia e che in passato è stato sottoposto ad alcuni interventi di "ingessatura", gli unici che si potevano applicare, nei giorni scorsi è stato interessato dal crollo di alcuni blocchi imbracati con rete metallica.

Il sindaco ha emesso un'ordinanza di "divieto di accesso" in quel tratto ci costa e il pericolo è stato segnalato con appositi cartelli che al tempo stesso vietano l'accesso. La Capitaneria di Porto, invece, il 3 agosto scorso ha emesso un'ordinanza che vieta la "balneazione, nonché qualsivoglia attività subacquea, sportiva o professionale, nello specchio acqueo antistante l'intera opera di difesa del litorale interessata dal crollo, per una profondità di metri 10 dalla linea della battigia, qualora la stessa, per effetto delle maree dovesse avvicinarsi a una distanza inferiore a metri tre dalle predette opere".

Questa mattina, però, i cartelli sono stati completamente ignorati, chi aveva deciso di trascorrere la mattinata in quel tratto di costa lo ha fatto comunque, in barba a tutti i divieti. Eppure i segnali erano quattro, ognuno affisso a un palo della pubblica illuminazione, davanti all'ingresso che permette l'accesso alla battigia.

Stessa situazione in località "Cimalo" a nord di Campo di Mare. Qualche giorno fa, anche in quel tratto di costa si è staccato un pezzo di falesia e il sindaco Pasquale Rizzo ha provveduto prima a emettere un'ordinanza di divieto di "accesso, stanzionamento e balneazione" e poi a impiantare cartelli sulla battigia, oltre che delimitare l'area a rischio con nastro bianco e rosso (cartelli comparsi in un secondo tempo, ma ora ci sono).

Anche in questo caso è come se non fosse accaduto nulla. I fedelissimi del Cimalo questa mattina hanno stazionato, noncuranti dei divieti e dei segnali di pericolo, proprio sull'arenile colpito dagli smottamenti.

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