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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

Giuffrè saluta Brindisi: "Chiesto dissequestro di Autigno"

Il commissario: “Gestione corretta, normale e trasparente. Solo chi vuole il male della città, scardina le regole"

BRINDISI – “Abbiamo dato molto e ricevuto altrettanto da Brindisi. E’ stato un lavoro di squadra, siamo stati corretti, normali, trasparenti e leali, anche se sporadicamente siamo stati accusati di fare straordinaria amministrazione.  Vero è che le scelte sono state operare per non paralizzare la città per 12 mesi e per superare emergenza come quella dei rifiuti e della Multiservizi”.

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Il saluto del commissario

L’addio del commissario Santi Giuffrè e dei sub Michele Albertini, Onofrio Padovano e Maria Stefania Fornaro, è arrivato alla vigilia del secondo turno elettorale per la scelta del sindaco di Brindisi. Ballottaggio domenica, oggi (giovedì 21 giugno 2018) la struttura commissariale ha voluto salutare la città consegnando il bilancio di quel che è stato fatto. Partendo da ciò che – forse- a qualcuno sembrava impossibile: sciogliere il nodo della raccolta differenziata, abituando i brindisini alle regole del vivere civile. Certo, pagano ancora la Tari più alta d’Italia, ma ci sono buone possibilità di dare una sforbiciata ai costi, se verrà dissequestrata e quindi restituita alla città la discarica di Autigno, di proprietà del Comune.

I rifiuti: Autigno

L’istanza è stata presentata in Procura, a conclusione dei ciclo di interventi necessari alla bonifica, dopo che la magistratura ha contestato l’inquinamento della falda. Il peggio sembra essere passato. La svolta è avvenuta durante la fase commissariale. Troppo breve? “Non posso rispondere a questa domanda, perché ci sono disposizioni di legge che regolano la durata delle gestioni come quella che ha interessato il Comune di Brindisi”, ha detto Giuffrè. Diplomatico, sicuramente. Ma qualche messaggio l’ha recapitato nel corso della conferenza stampa con cui ha salutato la città che è diventata anche la sua dal 30 maggio 2017, subito dopo la caduta dell’Amministrazione centrista con il primo sindaco donna, Angela Carluccio.

L'ingresso della discarica di Autigno

Il messaggio

“C’è qualcuno che dice in giro che penserà lui alla città non appena ce ne andremo noi: bene, questi signori, quelli che vogliono il male della città, sappiano che sarà difficile scardinare le regole da noi predisposte senza incappare in responsabilità personali”. Non ha aggiunto altro. Se non che quelli stessi signori “sono stati tenuti fuori e che fuori devono stare”.

La Multiservizi e i conti del Comune

“Non abbiamo ritrosie a dire che abbiamo fatto bene in diversi campi, come per esempio nella gestione delle società partecipate, compresa la Fondazione del Nuovo Teatro Verdi, vicende seguite da Albertini. Era un autentico bubbone la Multiservizi quando siamo arrivati, così come i rifiuti erano un’emergenza. Ora la società è in grado di andare avanti, sempre che si continui lungo questa strada”, ha detto Giuffrè. “Bisogna essere consapevoli del fatto che i conti del Comune non sono sicuramente felici, ma neppure ci sono toni d’allarme. Basta non essere di manica larga”.

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L’incognita dei contenziosi

Quel che costituisce una incognita in termine di possibili debiti fuori bilancio per Palazzo di città è costituita dall’esito dei contenziosi civili legati alla gestione degli impianti per i rifiuti. “Si tratta di questioni rinvenienti dagli anni passati, quando c’erano le società private, come la Nubile”. C’è anche il contenzioso azionato da Formica Ambiente. “Vicende come queste vanno gestite e non portate alla lunga”.

Le industrie

“Alcune industrie, purtroppo, restano assenti dalla vita della città e mi dispiace perché non sanno che cosa di perdono, potendo crescere ancora assieme alla comunità che le ospita”, ha aggiunto il commissario, pronto a lasciare il timone al nuovo sindaco. Nella speranza che sia la volta buona per Brindisi.

“Chiunque vincerà, dovrà darne conto agli elettori e se ne assumerà la responsabilità”, ha detto. Il suo tempo è scaduto. Rimpianti? “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere. Finisce qui”. Per il Comune, per Brindisi, si chiude anche questa pagina. Domenica, la parola passa di nuovo ai brindisini.

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