Cronaca

Petizione: oltre 44mila firme online in 24 ore per il reintegro di "Zoe" al lavoro

Già superate 44mila firme in 24 ore. Appena lanciata ha colto un vasto riscontro, la petizione online a favore del reintegro in fabbrica di “Zoe” (Patrizia), la lavoratrice 52enne licenziata da LyondellBasell – Brindisi

BRINDISI – Già superate 44mila firme in 24 ore. Appena lanciata ha colto un vasto riscontro, la petizione online a favore del reintegro in fabbrica di “Zoe” (Patrizia), la lavoratrice 52enne licenziata da LyondellBasell – Brindisi ufficialmente perché non rientrava più “nei piani economici ed organizzativi dell’azienda”, in realtà, sostengono Cgil e diretta interessata, perché affetta da cancro (“Zoe” era rientrata al lavoro tre anni prima dopo una lunga terapia).

Approvata e sostenuta anche dall’avvocato di “Zoe”, Giuseppe Giordano, la petizione è diretta alla società americana insediata anche nel petrolchimico di Brindisi. “Il mio nome è Patrizia e sono stata licenziata da LyondellBasell, una società chimica americana che produce polipropilene e opera all'interno del petrolchimico dell'area industriale di Brindisi”, è l’attacco della lettera che sta circolando sul web per raccogliere le adesioni.

“Il licenziamento sarebbe avvenuto per ragioni legate al riassetto economico dell'azienda, o almeno questa è la spiegazione ufficiale. Su questi licenziamenti non si discute di possibilità di reintegro, è la strategia per opporsi alle impugnazioni davanti ai magistrati del lavoro. Tuttavia io ritengo – scrive ancora “Zoe” - di esser stata licenziata perché affetta da cancro. Sono diventata insomma il simbolo di una logica che non è solo quella della prevalenza delle ragioni del profitto sulla vita delle persone, ma è anche il simbolo della logica dell'eccedenza e della rottamazione”.

La lettera illustra le modalità con cui è avvenuto il licenziamento e il brusco mutamento intervenuto nella vita della lavoratrice, la quale ha poi trovato una forte solidarietà nel sindacato e tra i lavoratori brindisini, oltre che sul web. “Ho bisogno di ritornare al lavoro, anche perché è statisticamente provato che svolgere la normale attività lavorativa riduce significativamente le probabilità di recidiva della malattia oncologica”, conclude la lavoratrice brindisina licenziata dal colosso chimico americano.

La vicenda finirà davanti ad un giudice del lavoro brindisino: LyondellBasell ha infatti rifiutato in sede di conciliazione di reintegrare “Zoe” offrendo solo la possibilità di una transazione economica, rifiutata dalla lavoratrice che intende andare avanti nella sua battaglia.

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