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Eolico tra gli ulivi di San Vito: undici imputati, il Comune chiede danni anche morali

Parte civile anche il Comitato dei Cittadini, singoli proprietari di terreni attigui all'impianto e Legambiente. L'Amministrazione del sindaco Domenico Conte ha avanzato richiesta di citazione del Responsabile Civile di Enel Green Power SpA quale Ente coobbligato al risarcimento

SAN VITO DEI NORMANNI - Il parco eolico proposto dalla società Enel Green Power, pensato tra gli ulivi di San Vito dei Normanni, arriva in Tribunale con undici imputati e una richiesta di danni, anche morali, presentata dal Comune indicato come parte offesa, nella persona del sindaco pro tempore, Domenico Conte.

L’Amministrazione comunale di San Vito, con delibera di Giunta, ha deciso di costituirsi parte civile nel processo penale assieme al Comitato dei cittadini, ai proprietari dei terreni attigui all’impianto e a Legambiente. L’Ente, inoltre, ha chiesto la citazione del responsabile civile di Enel Green Power spa, quale obbligato in solito dal ristoro delle conseguenze per il territorio sul piano economico e su quello morale, anche in termini di lesione dell’immagine.

Gli imputati sono: Salvatore Sciuto, di Catania, responsabile unità progetti e impianti geotermici di Enel; Wilhel Richard Paul Ingmar, di Essen (Germania), responsabile area sviluppo Italia di Enel Green Power; Domenico Pecere, di Ostuni, redattore della perizia agronomica; Vincenzo Paolo Cavallo, di Ostuni, direttore dei lavori; Francesco Giudice, capo dell’Utc del Comune di San Vito; Francesco Coluccia, di Uggiano La Chiesa, responsabile servizio Agricoltura della Regione; Alfredo Semeraro, di Brindisi, funzionario dell’ufficio Attuazione Pianificazione paesaggistica della Regione Puglia; Maria Raffaella Lamacchia, dirigente dello stesso ufficio; Francesca Pace, di Noci, dirigente servizio Assetto del Territorio; Teodoro Pomes di Brindisi e Francesco Sergi, di Ostuni, redattori della perizia geologico-tecnica.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Mario Guagliani, Michele Laforgia, Aldo Marianera, Clemente Leo, Maria Gabriella Dell’Aquila, Giulio Fazio, e dallo studio Severino, per Enel.
Sono stati tutti rinviati al giudizio del Tribunale di Brindisi, in composizione monocratica, davanti al giudice Adriana Almiento, per aver “realizzato in cooperazione una lottizzazione abusiva” e di aver compiuto violazioni delle disposizioni di legge in materia di vincoli paesaggistici e ambientali.
Il parco eolico oggetto delle indagini sfociate nel processo è composto da sei aerogeneratori dotati di tre pale, ognuno di potenza pari a tre megawatt ciascuno, di proprietà della società Enel Green Power. Secondo l’accusa sarebbe stato difforme rispetto all’autorizzazione unica regionale accordata e per questo venne posto sotto sequestro il 5 dicembre 2014. Alla base delle indagini, una segnalazione del Comitato contro il parco eolico industriale di San Vito dei Normanni con corredo di fotografie per evidenziare che  il progetto dell’Enel prevedeva aerogeneratori dell’altezza di 80 metri esclusa la misura della pala e interferiva con la presenza di ulivi monumentali e abitazioni nelle contrade Varvolla, Monaci, Iacucci Vecchia, Vora.


 

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