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Cronaca

Il Monumento al marinaio passa al Comune: adesso serve un progetto di restyling

I brindisini si riappropriano di un pezzo della loro storia: la Marina Militare ha restituito il Monumento al marinaio d'Italia al Comune di Brindisi. Il passaggio di proprietà è stato formalizzato stamani, negli uffici dell'Agenzia del demanio di Bari. Si conclude così un percorso iniziato nel marzo del 2013

BRINDISI – I brindisini si riappropriano di un pezzo della loro storia: la Marina Militare ha consegnato il Monumento al marinaio d’Italia al Comune di Brindisi. Il passaggio di proprietà è stato formalizzato stamani, negli uffici dell’Agenzia del demanio di Bari. Si conclude così un percorso iniziato nel marzo del 2013, quando l’amministrazione comunale chiese alla Direzione dei lavori e del demanio del Ministero della Difesa l’acquisizione del monumento e delle aree circostanti, da sottoporre a un progetto di realizzazione di giardini pubblici nell’ambito del “water front”.

Il Comune dovrà dunque garantire il decoro e la manutenzione della struttura, lasciandola a disposizione della Marina per le attività di rappresentanza. E non si tratta di un compito di poco conto se si considera lo stato di degrado in cui versano lo stesso monumento e il piazzale situato ai suoi piedi. Le imponenti mura che si stagliano sulla banchina del porto interno sono divorate dalle erbacce. L’assenza di controlli ha reso l’opera un facile bersaglio di Il Monumento al Marinaiovandali muniti di bombolette spray. E anche i locali in cui sono esposti foto e cimeli militari necessitano di una radicale opera di restyling, visto che se ne stanno cadendo letteralmente a pezzi (come documentato in un precedente articolo di BrindisiReport).

Occorrerà un forte impegno, insomma, anche da parte dei cittadini, per restituire dignità a una delle zone più suggestive della città, la cui storia inizia nella prima metà degli anni 20, quando emerse la volontà di realizzare un monumento celebrativo in memoria delle gesta e dei valori di quei marinai caduti durante la Grande Guerra.

“Data l’importanza del suo porto – si legge in una ricostruzione storica della Marina militare -  per le vittorie in mare e per il dominio sull’Adriatico durante il primo conflitto mondiale, l’allora Ammiraglio Thaon de Revel fece ricadere la sua scelta sulla città di Brindisi. I primi passi furono mossi nel 1924 con lo stanziamento dei primi fondi; nel 1932 la Lega Navale organizzò un concorso a livello nazionale per la scelta del progetto indispensabile alla realizzazione di tale monumento in cui l’Arch. Brunati con lo Scultore Bartoli si classificarono primi. Il 28 ottobre del 1932 iniziarono i lavori di costruzione dell’opera che fu inaugurata il 4 novembre del 1933”.

Le mura ricoperte di erbacce-3Il Monumento è alto 54 metri dal piazzale superiore e 68 metri dal piazzale sottostante; richiama nelle sue linee architettoniche il timone di una nave e contiene una cripta votiva realizzata ad arcate ogivali con navata centrale ad otto nicchie al cui interno vi è sistemata la statua in bronzo della Madonna Stella Maris. Sulle pareti sono incisi i nomi dei 5922 marinai caduti durante la Grande Guerra e nel 1968 fu posizionata  la campana di bordo della Corazzata “Benedetto Brin” affondata nel porto di Brindisi nel 1915 e ritrovata nel 1968 durante i lavori di dragaggio del porto.

Ai lati del Monumento trovano posto due cannoni appartenenti a sommergibili austro-ungarici, risalenti sempre alla prima guerra mondiale, mentre alla base trovano posto le ancore delle corazzate austriache "Viribus Unitis" e "Teghetoff". Nella nicchia sita in cima al Monumento, nel dicembre 1955 fu posta una statua della Madonna del peso di circa 10 tonnellate. Tutto questo, da oggi, è del Comune, che si spera riesca a farne un buon uso. 

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