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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

"Il piano parcheggi non può essere solo una questione di tariffe"

Dimensione Futuro elenca i disagi e le reazioni manifestatisi dall'entrata in vigore delle nuove disposizioni

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo il seguente documento dell'associazione Dimensione Futuro sulla questione del piano parcheggi a Brindisi.

E’ di qualche giorno fa l’avvio delle nuove tariffe per il parcheggio delle auto in centro destinate ai cittadini e già il fiume delle polemiche, condivisibili o meno, è in piena. Ovviamente, come si conviene in questo tipo di dinamiche, ognuno generalizza i disagi personali alla stregua di problematiche di carattere generale, ignorando bellamente magari i benefici al contempo traibili da altri; occorre per questo recuperare obiettività e imparzialità necessari per un giudizio critico sulle scelte adottate, che però abbia un minimo di senso.

Ma andiamo con ordine: il centro è stato suddiviso in  tre aree: una blu, una verde, una rossa. Nell’area verde sarà possibile parcheggiare con disco orario per un’ora e gli stalli individuati sono 42. Nella zona rossa (nei dintorni del Comune per intenderci) è stata introdotta una tariffa di un euro per la prima ora e di due euro per ogni ora successiva e comprende 117 posti auto; forse troppi per un area destinata ai privilegiati (e facoltosi). Le restanti strade e piazze del centro rientrano nella zona blu ove vige una tariffa oraria di un euro  per ogni ora di sosta esattamente come in passato. I posti disponibili sono 366, parecchi.

Immediatamente una considerazione di base che può in primis lenire le prime polemiche: per tutte le aree di sosta, verde, rossa e blu, le tariffe si riferiscono alla fascia oraria che parte dalle 8 fino alle 21 (tranne nei prefestivi che si protrae sino alle 24). Anche su questo nulla di nuovo. Una seconda considerazione invece, che pare più intricata, è legata al tema dell’utilizzo dei pass (a pagamento) che in alcune zone, da febbraio, vengono interdetti; e qui iniziano le note dolenti legate al malcontento, che potrebbe tramutarsi anche in minor gettito per le casse del comune e qui si che si tratterebbe sì di una problematica di carattere generale.

Parcheggi a pagamento

La prima fascia di scontenti riguarda ad esempio le persone che risiedono nella zona rossa del centro storico (come anche nella ZTL) in cui non è valido il pass da 60 (o 90 ) euro annui a cui hanno diritto i cittadini che risiedono in centro (o in ZTL)  e che per poterne beneficiare - senza che parcheggiare nei pressi della propria abitazione risulti un salasso  - devono sobbarcarsi un bella sgambata.

A questo si aggiunge la lamentela dei dipendenti degli enti pubblici che in zona rossa lavorano e che sono abituati a raggiungere in auto i propri uffici beneficiando dei pass a pagamento e che legittimamente a nostro avviso chiedono di poter parcheggiare gratuitamente, dalle 7 alle 18, nell’area di piazzale Lenio Flacco,. Almeno questo.

Non da ultimo ci sono i mugugni degli abbonati (pass a pagamento) ex zona blu (ora zona di stralli bianchi gratuiti) che trovano i propri posti auto abituali occupati dal primo febbraio in ogni ordine di posto e che, ammesso che confermino il pass a pagamento, avranno anche essi un po’ di strada da fare per  poterne beneficiare. Insomma ce n’è per tutti.

Vorremmo semplicemente evidenziare, premettendo che non è semplice andare incontro alle esigenze (e alle comodità di tutti), che il vero dramma sarebbe se i mugugni e le rimostranze si traducessero in minor gettito per le casse del Comune che a quel punto – come sovente accade – potrebbe trovare in altre forme di imposizione il buon viatico di circostanza.

Per il resto se si vuole una città turistica funzionale ai croceristi, al contempo venire incontro alle esigenze dei commercianti e permettere soste brevi per gli acquisti, decongestionare le aree del centro storico e pure parcheggiare sotto casa per chi ha la fortuna-sfortuna di abitarci, forse tocca prima di tutto mettersi d’accordo su quali siano le vere priorità per la città.

A questo punto corre l’obbligo di sottolineare come non sia pensabile si possa improntare un piano della sosta efficace che non sia integrato ad una più generale riorganizzazione del sistema della mobilità che includa anche una riorganizzazione del trasporto pubblico ed un ampliamento delle aree pubbliche di parcheggio attraverso anche silos o mediante una riqualificazione di aree pubbliche dismesse. Altrimenti una mera rimodulazione delle tariffe prevarrebbe, nella percezione del cittadino, solo un rimedio per fare gettito, ed anche venuto male.

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