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Il sindaco: "Assemblea pubblica sulla questione migranti al Casale"

Rossi invita i cittadini oggi alle 18 davanti alla sede dell'ex delegazione del rione: "Spiegheremo le ragioni del progetto"

BRINDISI - Sceglie la strada del confronto pubblico, aperto a tutta la cittadinanza, il sindaco di Brindisi per spiegare le ragioni alla base della decisione di candidare la vecchia sede del rione Casale al progetto per l'accoglienza di migranti, ragazzini minorenni non accompagnati e neo maggiorenni.

Riccardo Rossi ha invitato i contestatori questo pomeriggio, alle 18 davanti all'ingresso dell'immobile che si trova in via Duca degli Abruzzi angolo via Bafile: " Discutere della questione alla presenza degli assessori e spiegheremo alla cittadinanza le motivazioni che hanno spinto l’Amministrazione a partecipare con tale immobile ai Pon Legalità 2014-2020 il cui termine si concluderà - lo ricordiamo - il 15 settembre".

"In linea con la volontà, che sarà applicata anche per altre questioni ritenute importanti, il sindaco intende coinvolgere ed ascoltare anche il parere dei residenti del quartiere e, più in generale, di cittadine e cittadini. E con loro stabilire un rapporto diretto e spiegare in maniera chiara e risoluta le ragioni di questa decisione oltre che ribadire e confermare la volontà di riaprire il dialogo con i quartieri attraverso appositi comitati".

Ora tocca a noi: "Dispiacere per le polemiche"

Prenderanno parte alla manifestazione anche i rappresentanti del movimento Ora Tocca a noi, che manifestano di aver accolto "con estremo dispiacere le polemiche sollevate negli ultimi giorni in seguito alla decisione della Giunta comunale di candidare l’ex sede della delegazione del quartiere Casale, rispondendo al bando del Ministero dell’Interno “PON Legalità 2014-2020”.

"Non riusciamo a comprendere - si legge in una nota del movimento - quale particolare fastidio e paura possano trasmettere un ristrettissimo numero di ragazzi minorenni o neomaggiorenni (12 al massimo), già inseriti nel servizio di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), anche in virtù della positiva esperienza del Punto Luce di Save the Children al quartiere Perrino che, lontano dai riflettori e dalle speculazioni politiche, non ha prodotto alcuna polemica né disagio tra i cittadini del quartiere".

"L’anagrafica dei componenti del nostro gruppo si avvicina molto a quella dei ragazzi in questione e siamo certi che dal loro inserimento nella comunità e nel territorio si possano trarre solo benefici: oltre a rappresentare un esempio concreto di accoglienza ed integrazione, permetterebbe la ristrutturazione e la messa a nuovo dello stesso immobile nonché lo sviluppo di posti di lavoro nell’ambito della gestione del servizio".

"Sappiamo bene che la mancanza dei servizi comunali dislocati e dei comitati di quartiere rappresenta una problematica molto sentita dagli abitanti dei quartieri periferici ed è proprio per questo che tale argomento è stato ampiamente discusso nella campagna elettorale degli scorsi mesi e rappresenta una delle nostre priorità e direttrici di governo; tuttavia questa nuova possibilità che si è prospettata non inficerà assolutamente l’attuabilità del ripristino dei suddetti servizi".

"Fa specie che le forze politiche che oggi guardano negativamente questa esperienza, innescando la polemica sulla necessità di privilegiare i cittadini brindisini fornendo servizi per i quartieri, siano anche le stesse responsabili negli anni precedenti dello svuotamento di servizi e del progressivo abbandono degli spazi di proprietà comunale. Pertanto, le polemiche sollevate ci sembrano mera speculazione politica di un’opposizione che si ricompatta sul tema delle migrazioni cavalcando l’ondata di intolleranza cui assistiamo anche a livello nazionale, generando false paure nei cittadini. Brindisi non ha bisogno di un’ennesima guerra tra poveri ma della partecipazione di tutti, nell’interesse della crescita e dello sviluppo della città, nel ripristino dei servizi e della cura dei quartieri, temi che sono e saranno sempre volano del nostro impegno nell’amministrazione".

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