Cronaca

Il viaggio disumano dei migranti, stipati come sardine in un vecchio yacht

E' partita 5-6 giorni fa dalla Turchia l'imbarcazione dalla quale ieri sono scesi 64 migranti in località Cerano. Gli scafisti sono ripartiti subito dopo lo sbarco. In corso le attività di identificazione e fotosegnalamento

BRINDISI – Sono partiti 5-6 giorni fa dalla Turchia, al buio. Hanno viaggiato stipati come sardine nella stiva di uno yacht, senza mai vedere la luce del giorno. E’ stato un viaggio disumano quello affrontato dai 64 migranti (fra cui numerosi nuclei famigliari) che intorno alle ore 20 di ieri (5 febbraio) sono stati abbandonati dagli scafisti ai piedi della falesia di Torre Mattarelle, in località Cerano, lungo il litorale a sud di Brindisi.

Fortunatamente stanno tutti bene. Dopo le complesse operazioni di soccorso condotte da vigili del fuoco, carabinieri, Capitaneria di porto, personale del 118, polizia stradale e guardia di finanza, gran parte degli stranieri è stata accompagnata presso la sala ricevimenti di Borgo Egnazia. Altri sono stati trasferiti presso il Pronto soccorso dell’ospedale Perrino. Poi tutti e 64 sono stati condotti presso il Cara di Restinco, dove sono state allestite delle tende.

Stamani sono iniziate le operazioni di identificazione, fotosegnalazione e ascolto dei migranti. Su questo fronte agiscono i poliziotti dell’ufficio Immigrazione della questura di Brindisi, con il supporto dei colleghi della Scientifica. Al momento di certo c’è che sono stati recuperati 29 uomini, 12 donne e 22 minorenni, fra cui un paio di bimbi di 2-3 mesi l’uno. In 59 provengono dall'Iraq, in tre dall'Iran e uno solo è originario dell'Azerbaijan. Quasi certamente presenteranno richiesta di asilo politico. Solo al termine della giornata, di concerto con la prefettura e il ministero dell’Interno, verrà definito il piano di smistamento.

Attraverso l’ascolto dei migranti si cercherà anche di acquisire elementi riguardanti le modalità del viaggio e la provenienza degli scafisti. I carabinieri della compagnia di Brindisi al comando del capitano Luca Morrone in mattinata hanno inoltrato un’informativa al pm di turno del tribunale di Brindisi. I militari (presenti per tutta la notte sul teatro delle operazioni, insieme ai soccorritori), hanno già ascoltato alcuni profughi, ricavando le prime indicazioni sulla tratta.

I trafficanti hanno scelto come punto di approdo un tratto costiero pressoché irraggiungibile da terra, a ridosso di una falesia alta 8-9 metri. Il vento soffiava forte. Il mare era in burrasca. Subito dopo aver abbandonato i migranti ai piedi della scogliera, gli scafisti soni ripartiti. Sulle tracce dello yahct, dopo il ritrovamento dei primi sdisperati fra la litoranea e la superstrada Brindisi-Lecce, si sono messe le unità del Roan della guardia di finanza. Ma ormai gli scafisti si erano dileguati. 

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