Cronaca

Restauro delle torri costiere, il Comune di Brindisi si affida a società barese

Diecimila euro per redigere il piano di gestione economico-finanziario per la durata di 15 anni. Intanto approvato il progetto per la messa in sicurezza della litoranea a nord di Brindisi: due milioni e 600mila euro

BRINDISI – Meno due giorni alla prova d’esame definitiva davanti alla Regione Puglia, per il Comune di Brindisi che intende valorizzare le torri costiere lungo la litoranea a Nord della città: per superare la verifica prevista per martedì prossimo, l’amministrazione ha deciso di puntare all’esterno, affidando incarico a una società di Bari per la redazione del piano di gestione economico-finanziario, a fronte di diecimila euro di spesa.

Torre TestaDipende tutto da questo fascicoletto: fondi pari a un milione di euro (oltre Iva) e, quindi, la seconda vita di Torre Testa e di Torre Punta Penne, su cui tanto è stato detto e altrettanto è stato messo in discussione – dalle opposizioni di centrodestra così come alternative al centrosinistra trainato dal Pd - nel timore che alla scadenza del bando stabilita dagli uffici regionali per la presentazione delle istanze, il Comune  non fosse “pronto”, per mancanza di programmazione, complice la macchina amministrativa.

L’ente che sino ad oggi ha superato due step su tre, con le professionalità “interne”,  per quel che manca ha deciso di pescare fuori dal palazzo di città, arrivando alla società Profin Service Srl che ha sede a Bari in piazza Garibaldi e che vanta”affidabilità ed esperienza”: la Profin è stata “contattata per le vie brevi” il 25 agosto scorso, strada possibile trattandosi di affidamento diretto per un importo inferiore a 40mila euro, e ha dichiarato la propria disponibilità a stilare il piano.

Cosa dovrà scrivere la società barese a cui, di fatto, è stato affidato il futuro delle torri brindisine? Prima di tutto dovrà svolgere una “analisi della documentazione tecnico-amministrativa” già raccolta dal Comune, poi dovrà “supportare e affiancare l’Ente nella definizione delle modalità di utilizzo, governance e fruizione dei beni, analizzare in maniera specifica il contesto d’ambito territoriale interessato dall’evento”, ma soprattutto dovrà mettere nero su bianco il “quadro tecnico-economico, il modello di gestione amministrativa e organizzativa, il quadro finanziario e l’analisi dei costi e dei ricavi connessi alla gestione”.

La zona di Punta PenneE dovrà dare, inoltre, “un contributo all’elaborazione dell’istanza di partecipazione relativamente alla sostenibilità economico-finanziaria nella fase di regime”. Tutto per diecimila euro, somma impegnata dal dirigente del settore Urbanistica Fabio Lacinio, non prima di aver ricordato che il giorno “x” è imminente dato che la Regione “ha convocato per la giornata del 29 settembre 2015 il Comune a produrre quanto necessario per la verifica documentale progettuale”. L’obiettivo finale è arrivare alla “fruizione pubblica di Torre Testa e Torre Punta Penne, secondo un itinerario concettuale e didattico” con la “realizzazione di laboratori per il turismo scolastico, allo scopo di aumentare il flusso di visitatori e ampliare il target di pubblico”.

Il concetto – brindisino - è questo, bisogna tradurlo in azioni concrete, finanziabili e capaci di produrre “ricchezza e occupazione”. Il compito sul piano pratico avrà firma barese. Il Comune, intanto, ha approvato il “progetto definitivo di messa in sicurezza geomorfologica del litorale a Nord del centro abitato” con un investimento pari a due milioni e 699.734 euro e 29 centesimi, Iva inclusa, impegnata già nel 2013, per lo meno in parte.

La torre costiera di Punta Penne-2Il sì è arrivato dalla giunta che si è riunita lo scorso 22 settembre a distanza di quattro mesi dalla conclusione della procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) con esito favorevole: la proposta è stata presentata all’esecutivo dal sindaco Mimmo Consales e non già dall’assessore all’Urbanistica Pasquale Luperti che pure tanto aveva detto sul piano per la costa nei mesi precedenti. Il titolare della delega quel giorno era assente, quindi la parola è passata al primo cittadino.

La direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione sono stati affidati a tecnici professionisti interni all’amministrazione, mentre il progetto è della ditta Ra. Costruzioni che si è aggiudicata l’appalto e che lo scorso 15 settembre ha prodotto l’ultima versione del progetto, adeguata alle risultanze della Via, “senza alcun compenso aggiuntivo in favore della società”. Quanto ai tempi per l’avvio degli interventi, a palazzo di città, ritengono sia imminenti. La scommessa è arrivare alla prossima stagione estiva “preparati”.

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