Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Francavilla Fontana

Impianto a biomasse avviato senza autorizzazione: sequestri e denunce

Nella giornata di martedì (21 luglio) è stato emesso un provvedimento di sequestro riguardante un impianto a biomasse gestito da una ditta con sede legale a Montevarchi (Arezzo), la Nuova Agri-cultura srl, situato in contrada Palmo, nelle campagne di Francavilla Fontana, nei pressi di una vecchia masseria

FRANCAVILLA FONTANA – Nella giornata di martedì (21 luglio) è stato emesso un provvedimento di sequestro riguardante un impianto a biomasse gestito da una ditta con sede legale a Montevarchi  (Arezzo), la Nuova Agri-cultura srl, situato in contrada Palmo, nelle campagne di Francavilla Fontana, nei pressi di una vecchia masseria.

Sette persone (il responsabile della società, un paio operai di Francavilla, due camionisti  e i rappresentanti legali  delle ditte di trasporto) sono state denunciate. I sigilli sono stati apposti dagli agenti della polizia municipale di Francavilla Fontana, che in mattinata si sono recati sul posto insieme a personale di Arpa Puglia, dopo una segnalazione pervenuta in caserma. 

L’atto giunge al termine lungo contenzioso legale che vede contrapposta la stessa azienda alla locale amministrazione comunale. Nell’ottobre del 2013, il rappresentante legale della società inoltrò al Comune di Francavilla, che a sua volta girò una nota alla Provincia, la comunicazione di inizio attività per le operazioni di recupero di rifiuti non pericolosi. 

Nel mese di agosto del 2014, il dirigente del servizio Ecologia e Ambiente dell’amministrazione provinciale rilasciò l’Autorizzazione unica Sequestro impianto biomasse nuova Agricoltura 2-2-2ambientale finalizzata all’attività di recupero di rifiuti non pericolosi di natura organica (Forsu) provenienti da raccolta differenziata urbana. La Nuova Agri-cultura, con un provvedimento della validità di 15 anni, venne autorizzata a trattare un quantitativo massimo di 3mila tonnellate di rifiuti l’anno. L’attività di recupero, finalizzata alla produzione di biogas, poteva essere esercitata solo nei confronti della frazione organica da Rsu (rifiuti solidi urbani) non pericolosi a matrice organica, recuperabili con digestione anaerobica, e del biogas proveniente dalla gestione anaerobica della Forsu trattata presso l’impianto. 

L’iter autorizzativo prevedeva però un altro tassello: il nulla osta da parte del Comune di Francavilla Fontana. E qui nasce il contenzioso. Già, perché l’ufficio Ambiente dell’amministrazione, sempre nell’agosto del 2014, negò alla ditta l’autorizzazione all’avvio dell’attività, avanzando delle questioni urbanistiche e paesaggistiche che peraltro erano già state sollevate nell’ambito di specifici tavoli tecnici interistituzionali. 

L’amministrazione comunale comunicò alla Provincia il mancato rilascio dell’autorizzazione. L’ente provinciale, a sua volta, riferì l’avvio del procedimento di sospensione dell’autorizzazione rilasciata dal servizio Ecologia e Ambiente. Tale iter, però, da quanto riferito dal Comune di Francavilla, pare non si sia mai concretizzato. Contestualmente, la Nuova Agri-cultura impugnò presso il Tar l’atto con cui il Comune di Francavilla le aveva negato il via libera. Nel frattempo, in attesa del pronunciamento del tribunale amministrativo, l’impianto è entrato in funzione, all’insaputa del Comune e delle forze dell’ordine. 

La vicenda, insomma, è parecchio ingarbugliata. I vigili urbani e gli esperti dell’Arpa sono ancora alle prese con una serie di accertamenti di carattere amministrativo. Da quanto appreso, è stata posta sotto sequestro l’intera area di circa 5mila metri quadri  in cui si trova l’impianto, oltre a due Tir che trasportavano fanghi provenienti da Calabria e Campania, con rispettivi formulari. 

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