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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Cracker del petrolchimico in blocco ancora per giorni: arrivano tecnici tedeschi

L'8 aprile è andato in avaria il sistema di alimentazione di energia elettrica del compressore del cracker. L'impianto è andato progressivamente in blocco. In arrivo tecnici Siemens. La Cgil chiede un patto territoriale per innovazioni produttive e occupazione

BRINDISI – A registrare, con video e foto ciò che sta accadendo da giorni al petrolchimico, ci aiutano anche i cittadini, Nel video allegato c’è la situazione di questa mattina a cavallo dell’alba. Tutte le torce di emergenza in funzione. E che ci sia un’emergenza all’impianto di cracking, il cuore di Eni Versalis a Brindisi, è ormai ampiamente confermato da fonti qualificate. Lo ha fatto sapere anche la direzione della fabbrica ad Arpa Puglia, che sta monitorando la situazione. Le centraline nei giorni scorsi e ieri venerdì hanno registrato picchi di benzene ed anidride solforosa, valori poi segnalati in diminuzione. Il problema è che questa situazione si protrarrà ancora almeno per dieci giorni.

Ecco cosa è accaduto, secondo notizie raccolte da BrindisiReport.it nelle ultime ore. L’8 aprile è andato in avaria il sistema di alimentazione di energia elettrica del compressore del cracker. L’impianto è andato progressivamente in blocco, e i gas e reflui sono stati dirottati verso le torce di emergenza per essere bruciati prima dell’immissione in atmosfera. I tentativi da parte dei tecnici della fabbrica di riparare il guasto al momento sono risultati inutili. Ora si attende l’arrivo dalla Germania di una equipe della Siemens per ripristinare o sostituire il trasformatore difettoso. L’intervento richiederà anche fino a quindici giorni di tempo. Intanto continuano ad andare in torcia le sostanze che l’impianto avrebbe dovuto trasformare principalmente in etilene.

Si tratta ovviamente di una ricostruzione sommaria e probabilmente non esauriente dal punto di vista tecnico, ma è ciò che sta accadendo. La qualità dell’aria nella zona non ne beneficia. Eni Versali aveva comunicato alle organizzazioni sindacali una fermata straordinaria di manutenzione per la fine dell’estate, a settembre, intanto è intervenuto il guasto dell’8 aprile, sulle conseguenze ambientali del quale Arpa dovrebbe inoltrare una relazione al network della Protezione civile locale e alla procura. La magistratura inquirente peraltro riceverà presto un esposto consegnato da Brindisi Bene Comune alla Digos sulle accensioni delle torce (ne riferiremo in articolo a parte).

Sulla situazione del petrolchimico di Brindisi però non pesano solo questi problemi. Nella prossima seduta del consiglio comunale di Brindisi si dovrebbe discutere anche di un documento del consigliere Ilario Pennetta che sollecita l’intervento del Comune affinchè le imprese locali non vengano escluse dalle commesse Eni. “Ma per il sindacato – dice a tale proposito Michela Almiento, segretaria generale della Cgil brindisina – il problema degli appalti è oggetto di vertenza già da un anno. Ovviamente noi non ci occupiamo dell’inclusione delle aziende brindisine, perché tocca a loro adeguarsi dal punto di vista tecnologico per stare in queste gare. Ci occupiamo del problema dei lavoratori che ad ogni passaggio di impresa rischiano il posto”.

Michela Almiento ricorda che un problema di questo tipo ha preso forma recentemente, con la conclusione di una commessa affidata a Sud Elettra e Impes, ed ora assegnata da Eni a un’Ati siciliana. I contratti di settore non prevedono il passaggio dei lavoratori dalla azienda cedente alla subentrante, e ora ci sono 50 unità lavorative da tutelare. “Peraltro, ad ogni passaggio, con la motivazione dell’impiego di tecnologie innovative si riducono sempre i posti di lavoro”, dice sempre la segretaria generale della Cgil brindisina. “Ma il punto è, tornando al ruolo del Comune, che qui è necessario che Eni Versalis trovi una interlocuzione forte e in grado di trattare condizioni a favore del territorio. La tutela dei lavoratori, nei passaggi di appalto, va concordata con uno strumento come il patto territoriale, come è stato fatto in Basilicata per la Val d’Agri, con l’intervento della Regione e delle istituzioni locali”.

La Cgil è molto preoccupata dal fatto che Eni Versalis, pur avendo assunto impegni in un incontro istituzionale a Brindisi qualche mese fa, non abbia poi inserito investimenti per Brindisi nel suo ultimo piano industriale, mentre a Ferrara, che nel piano c’è, gli impegni non sono stati ancora mantenuti. La sfida per il petrolchimico è dunque, secondo Michela Almiento, quella per ottenere da Eni Versalis investimenti per produzioni innovative a Brindisi. E in questo contesto va vista anche la questione dei malfunzionamenti che poi provocano blocchi della produzione e impatti ambientali che allarmano la città.

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