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Impianto di Cdr e vertenza Bri. Ecologica: le iniziative dei sindacati

Il Cobas proclama nuovamente lo stato d'agitazione dei dipendenti di Ecologica Pugliese. La Cgil chiede un incontro al prefetto sulla questione impianto di Cdr

BRINDISI – Sono numerosi e intricati i nodi riguardanti il ciclo dei rifiuti nel Brindisino,  con decine di lavoratori che temono per il loro futuro. Due questioni sono in cima alle agende delle organizzazioni sindacali: il contenzioso fra Ecologica Pugliese e Bri. Ecologica; il destino dell’impianto di Cdr situato sulla strada per Pandi, fermo da quasi un anno. Sul primo fronte va però registrata una schiarita.

Nel corso di un incontro avuto stamani con i rappresentanti del Cobas, infatti, il vicesindaco  Francesco Silvestre ha spiegato che vi sono concrete possibilità di risolvere il problema dei mancati pagamenti ai 40 dipendenti di Bri.Ecologica (ditta nel cui stabilimento vengono trattati i rifiuti differenziati raccolti da Ecologica Puigliese, appaltatrice del servizio di nettezza urbana per conto del Comune di Brindisi), attraverso la formula, già sperimentata in altre occasioni, della cessione del credito.

Sarebbe l’amministrazione comunale, insomma, a versare direttamente a Bri.Ecologica le spettanze maturate con Ecologica Pugliese, bypassando la ditta di Capurso. Rincuorati da questa rassicurazione, i lavoratori (a corto di stipendio dallo scorso marzo, ad eccezione di un acconto di 600 euro arrivato la scorsa settimana) nel corso di una assemblea svoltasi nel pomeriggio di oggi (8 novembre) hanno deciso di sospendere lo stato di agitazione. E la stessa Ecologica Pugliese, onde evitare il ripetersi dei consueti ritardi nei pagamenti, ha inviato al Comune una lettera in cui “chiede che venga  praticato  il pagamento diretto da parte dello stesso Comune alle sue maestranze”. Inoltre l’azienda chiede “di ricevere nella stessa giornata  la differenza tra canone e somme trattenute”.

Ad ogni modo il sindacato Cobas ha dichiarato lo stato di agitazione del personale della Ecologica Pugliese unitamente allo sciopero per la tutta la giornata di mercoledì 16 novembre.

Per quanto riguarda l’impianto di Cdr, invece, è la Fp Cgil a prendere l’iniziativa, attraverso una lettera inviata al prefetto in cui si chiede di convocare a breve un vertice sulla questione. E’ infatti l’intera comunità brindisina, spiega il segretario territoriale della Fp Cgil, Vincenzo Cavallo, a patire le conseguenze della chiusura del sito (sotto sequestro nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Brindisi), “oltre al danno occupazionale ed economico dei lavoratori addetti precedentemente nella gestione degli stessi impianti”.

“Ma l’aspetto più preoccupante- si legge in un comunicato di Cavallo - riguarda il rischio ambientale esistente sul territorio, tenuto conto che le istituzioni preposte hanno accertato che la discarica ha prodotto una contaminazione delle acque di falda per il superamento dei limiti tabellari con riferimento al nichel, al ferro e al manganese”.

“Resta inteso – prosegue il sindacalista - che i Lavoratori si rendono disponibili a collaborare fattivamente con qualsiasi Ente, che gestirà gli  impianti in questione, con il solito spirito di abnegazione e responsabilità”. Pertanto la Cgil chiede “l’attivazione di un tavolo Istituzionale che coinvolga tutti i soggetti coinvolti a vario titolo, al fine di accelerare lo sblocco di questa emergenza, i cui effetti hanno una pluralità di conseguenze negative come sopra evidenziato”.

            

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