Diffamazione, imputato il presidente del consiglio comunale

Citazione diretta a giudizio per l'esponente di Direzione Italia, già Cor: secondo l'accusa offese l'onore e la reputazione di Mauro D'Attis durante la conferenza stampa in cui annunciò di lasciare Forza Italia. In quella sede definì l'opposizione del capogruppo solo di facciata e connivente con Consales e contestò il ruolo del consigliere in seno all'Anci. I fatti contestati si riferiscono al 9 giugno 2015

BRINDISI- “Opposizione di facciata connivente con la maggioranza del sindaco Consales”: per queste frasi pronunciate nel corso di una conferenza stampa di due anni fa, Pietro Guadalupi, attuale presidente del Consiglio comunale di Brindisi, è finito sotto processo con l’accusa di diffamazione ai danni di Mauro D’Attis, contestato anche in relazione al ruolo ricoperto in seno all'Anci.

L'ex vicesindaco Mauro D'AttisLa citazione diretta a giudizio porta la firma del sostituto procuratore Giuseppe De Nozza in relazione alla conferenza stampa del 9 giugno 2015, nel corso della quale Guadalupi, all’epoca consigliere di Forza Italia, rese pubblica – tramite i giornalisti – la sua decisione di rompere con gli Azzurri per proclamarsi indipendente. Nei mesi precedenti, lo stesso Guadalupi aveva partecipato alle regionali come candidato nella lista tenuta a battesimo da Raffaele Fitto, chiamata Oltre. Non riuscì a centrare l’obiettivo, ma fu chiaro il messaggio di addio a Forza Italia e al gruppo consiliare guidato da D’Attis.

Le strade dei due da quel giorno si sono divise. Guadalupi alle ultime elezioni è stato candidato nella lista dei Cor, fittiana, a sostegno della sindaca Angela Carluccio, ed è risultato il più suffragato, mentre D’Attis è rimasto in Forza Italia e continua a essere esponente di opposizione dell’Amministrazione di animo centrista, così come era contestatore della precedente di centrosinistra, trainata dal Pd, con Mimmo Consales sindaco.

All’epoca Guadalupi ebbe modo di criticare l’azione posta in essere da D’Attis, in qualità di capogruppo, sostenendo che non fosse autentica. Disse anche di non comprendere e di non essere interessato alle battaglie condotte su falsi problemi e aggiunse che, secondo lui, alla fine si riusciva comunque a chiudere accordi dove si ravvisava un interesse di tipo personale. Parlò, sempre in quella conferenza stampa, del ruolo ricoperto da D’Attis nell’Anci. Quest’ultimo è stato riconosciuto parte offesa e come tale potrà costituirsi parte civile ai fini di una richiesta danni per lesione dell’immagine, in caso di condanna.

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