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"Ben venga la procedura di infrazione dell'Unione europea"

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Sergio Blasi, consigliere regionale Pd, sull'avvio di una procedira di infrazione da parte dell'Unione europea per l'inquinamento provocato dalla centrale Enel di Cerano,

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Sergio Blasi, consigliere regionale Pd, sull'avvio di una procedira di infrazione da parte dell'Unione europea per l'inquinamento provocato dalla centrale Enel di Cerano, stando al rapporto dell'associazione Peacelink dal quale è scaturita l'iniziativa dell'ente europeo. 

Su denuncia della associazione Peacelink l’Unione Europea ha ritenuto di aprire una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia a causa dell’inquinamento provocato dalla centrale di Cerano. Quell’impianto, nel quale a grave danno dell’ambiente viene bruciato carbone per produrre energia elettrica, ci pone fuori dalle regole che la comunità europea si è data al fine di assicurare ai suoi cittadini di respirare aria non inquinata.  

Nella denuncia di Peacelink vengono citati gli studi scientifici che si sono susseguiti in questi anni e che hanno portato alla luce l’enorme danno sanitario provocato dalla centrale. Studi e denunce che, evidentemente, non sono bastati a smuovere né il livello regionale né quello nazionale da una posizione di dormiveglia, nonostante molte vane promesse. Allora ben venga questa procedura di infrazione se ci farà ottenere da europei quella giustizia che come salentini non siamo mai riusciti ad avere. 

Due anni fa segnalai l’occasione di Tap per riconvertire Cerano e abbatterne la carica inquinante. Quell’ipotesi è stata ripresa in maniera tardiva poco tempo fa, tanto che, a parte un po’ di clamore, non se ne è ricavato niente. Oggi l’Unione Europea, sollecitata dalle associazioni, ci spinge a trovare un rimedio, a intervenire finalmente per la tutela della salute dei cittadini, forzando le resistenze dei tanti che ad ogni denuncia sono pronti a correre in soccorso delle grandi industrie energetiche. Le quali continuano a contare i soldi mentre le Asl continuano a contare i tumori”

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