menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Il carcere di Lecce

Il carcere di Lecce

“Nessuna violenza sessuale o corporale: ho avuto una relazione con quella ragazza”

Respinge le accuse l’ex dirigente sportivo arrestato il 3 maggio scorso: “Era consenziente, anche se minorenne”

ORIA – “Non ho mai violentato quella ragazza, mai le ho imposto sofferenze corporali del tipo medioevale: la verità è che all’epoca abbiamo avuto una relazione, era consenziente, benché minorenne. Aveva 17 anni”.

L’interrogatorio

Gli uffici della procura e del gip a BrindisiHa respinto le accuse l’ex dirigente di una società sportiva di Oria, arrestato con l’accusa di violenza sessuale, aggravata da motivi futili e abietti e da crudeltà, lo scorso 3 maggio. L’indagato ha deciso di affrontare l’interrogatorio di garanzia, alla presenza dell’avvocato Pasquale Annicchiarico, del foro di Brindisi, lo stesso che lo assiste nella prima vicenda penale sfociata a marzo, nell’arresto per atti sessuali su una ragazzina di 13 anni. Le due vicende contestate nei provvedimenti di custodia cautelare sarebbero sovrapponibili per un certo periodo di tempo.

L’ex dirigente, 48 anni, è stato interrogato per rogatoria dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Simona Panzera, essendo ristretto nel carcere di Borgo San Nicola, alla periferia del capoluogo salentino. Il verbale dell’interrogatorio è stato trasmesso al gip del Tribunale di Brindisi, Stefania de Angelis, competente per territorio: l’inchiesta, infatti, è della Procura di Brindisi, coordinata dal sostituto Luca Miceli.

Davanti al gip, l’indagato ha respinto con forza gli addebiti contestati, Così come aveva fatto all’indomani del primo arresto. Con riferimento alla ricostruzione dei fatti contestati nella seconda ordinanza di arresto, ha ammesso unicamente di aver avuto una relazione con la ragazzina: “Non era maggiorenne, aveva 17 anni”, avrebbe detto al giudice. “Era una storia di cui era assolutamente consapevole”, avrebbe aggiunto.

La difesa

Il difensore valuterà nei prossimi giorni se presentare o meno istanza al Tribunale del Riesame, per chiedere l’attenuazione della custodia con il riconoscimento dei domiciliari. L’indagato, intanto, resta ristretto nel carcere salentino, in un braccio separato da quello in cui sono reclusi gli altri detenuti.

L’inchiesta, stando a quanto si legge nel provvedimento di arresto, sarebbe partita dalla denuncia sporta dalla ragazza, che oggi ha compiuto 19 anni, di fronte alle poliziotte del commissariato di Mesagne, diretto dal vicequestore Rosalba Cotardo.

Le accuse

commissariato mesagne Sulla base degli accertamenti, sono state contestate la “violenza sessuale nei confronti di persona, all’epoca dei fatti, minore degli anni 18, con l’aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti e futili e di aver agito con crudeltà nei confronti della vittima”. E ancora: “minaccia e violenza privata, costringendo la ragazza ad infliggersi punizioni corporali e atti di autolesionismo ogni qualvolta la stessa non ottemperava ai suoi ordini, tra cui quello di non comunicare, neanche a mezzo telefono, con nessuno e incitandola a sottoporsi a seduta ipnotica regressiva al fine di purificarsi da altre precedenti relazioni sentimentali e sessuali”.

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe chiesto alla ragazzina alcune “prove d’amore, come tagli in varie parti del corpo, bruciature della schiena con la piastra per capelli, dei polsi e delle gambe con un accendino, nello sbattere la testa ripetutamente contro il muro e nell’ingerire farmaci fino a tentare il suicidio”. Accuse respinte.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Lutto per l'arcivescovo Satriano, è deceduta la mamma Giovanna

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento