L’ex sindaco Bruno prosciolto dalle accuse di diffamazione e minacce al giornalista

Su Fb: “Sono stato assolto”. Remissione tacita di querela dopo due assenze del cronista, giustificate con certificato medico

Maurizio Bruno ex sindaco di Francavilla Fontana

FRANCAVILLA FONTANA – Chiuso, per il momento, il processo per  diffamazione e minaccia contestate all’ex sindaco di Francavilla Fontana, Maurizio Bruno, dopo la denuncia sporta dal giornalista Filippo Melillo, in seguito a una intervista radiofonica: l’ex primo cittadino è stato prosciolto dal Tribunale di Brindisi, per effetto della remissione tacita di querela, dopo che per due volte il cronista, parte civile, non si è presentato in udienza. Assenze giustificate da certificato medico, ma contestate dal difensore di Bruno.

La sentenza

Il tribunale di BrindisiLa pronuncia è del giudice Zizzari, di fronte al quale si è svolto il dibattimento. Sentenza pronunciata nel pomeriggio di ieri. Questa mattina Bruno, ha dato notizia dell’esito del processo di primo grado, affidandosi alla sua pagina Facebook: “Assolto”, ha scritto. Il che, tecnicamente, non corrisponde a quanto è avvenuto poiché il giudice non si è pronunciato nel merito, ma ha preso atto del venire delle condizione di procedibilità costituita dalla remissione della querela. Remissione non verbale e neppure scritta, ma “tacita” essendo legata alle due assenze consecutive del giornalista che avrebbe dovuto essere interrogato in udienza.

Il commento dell’ex sindaco

Bruno, ad ogni modo, ha dato la notizia nel seguente modo: “Oggi è il mio compleanno, compio 52 anni. Stamattina mi ha chiamato il mio avvocato, Franco Pasquale Fistetti. Mi ha detto: "Auguri". "Grazie avvocà". "Ah, sei stato assolto. Abbiamo vinto. Buon compleanno". Fistetti, penalista, ovviamente ha precisato che si tratta di proscioglimento e non di assoluzione.

Melillo, rimasto senza difensore di fiducia, aveva chiesto il risarcimento dei danni, quantificati in trentamila euro, dopo la citazione diretta a giudizio.

La trasmissione radiofonica

Al centro del processo, quanto avvenne durante e dopo la trasmissione radiofonica “Francamente” in onda sull’emittente “Quarto Canale Radio”, il 29 luglio 2015. Tutto sarebbe partito da lì, da quell’intervista negli studi della radio che ha sede nella Città degli Imperiali: c’erano Melillo ex giornalista di Canale 85, ora passato a Studio 100, e Bruno. Secondo l’accusa, Bruno “comunicando con più persone offendeva la reputazione di Melillo” e in particolare avrebbe affermato che il “giornalista che conduceva la rubrica l’edicola era a libro paga dei politici”. Una volta terminata la diretta, il sindaco avrebbe detto che Melillo “era stato denunciato ai carabinieri e che non pagava i dipendenti”.

Nella stessa circostanza, sempre stando a quanto si legge nel capo di imputazione, avrebbe minacciato il cronista “di un grave danno ingiusto dicendogli più volte che lo avrebbe colpito con un pugno e che lo avrebbe ucciso, facendo precedere e seguire la minaccia dal tentativo di avventarsi contro Melillo”. L’aggressione “non andò a buon fine, prima per la pronta reazione della persona offesa e  successivamente per l’intervento di uno dei testimoni dell’accaduto”.

Incassato il proscioglimento, bisognerà aspettare per vedere cosa succederà. Se la questione andrà avanti o meno.

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