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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

"La Rsu rifletta sul piano A2A"

Bisogna fare molta attenzione ad evitare che nel nostro territorio tornino a svolgere un ruolo attori che hanno determinato il fallimento di qualsiasi ipotesi di sviluppo economico ed occupazionale.

Bisogna fare molta attenzione ad evitare che nel nostro territorio tornino a svolgere un ruolo attori che hanno determinato il fallimento di qualsiasi ipotesi di sviluppo economico ed occupazionale per effetto di scelte affrettate e per nulla compatibili con le reali vocazioni del territorio. Come è mia abitudine da quando rivesto il ruolo di primo cittadino di ho messo da parte steccati ideologici ed ho ascoltato in maniera molto laica l'illustrazione del progetto da parte dei dirigenti del gruppo Edipower-A2A. Tutto questo perché è in gioco il futuro di centinaia di famiglie e quindi ogni decisione deve essere accuratamente ponderata.

Ciò nonostante, però, la genericità delle proposte e la totale assenza di certezze non mi hanno permesso di modificare di una sola virgola la mia posizione che va in direzione di una dismissione dell'impianto energetico per restituire le aree ad usi portuali ed industriali dopo opportuni interventi di bonifica. Al termine dell'incontro, in ogni caso, la Rsu della centrale ha dichiarato ufficialmente di 'considerare il piano industriale proposto un ottimo compromesso tra occupazione e compatibilità ambientale'.

Mi rendo conto che il timore di perdere il proprio posto di lavoro può giocare brutti scherzi, ma non è con atteggiamenti di accondiscendenza nei confronti della parte aziendale che si risolvono i problemi, tanto più quando la carenza di chiarezza rischia di gettare ombre sul futuro dello stesso impianto.

Sulla base degli elementi disponibili, infatti, non vi è alcuna certezza sull'ammontare degli investimenti previsti per la riconversione del gruppo di produzione energetica, così come non si capisce esattamente il percorso che Edipower-A2A intenderebbe seguire per approvvigionarsi del combustibile derivante dal Css. Ma gli interrogativi sono anche altri e fa meraviglia che gente esperta come i componenti della Rsu aziendale non se ne siano accorti.

Ad esempio, se oggi la centrale è ferma perché appare per nulla conveniente produrre energia utilizzando carbone 'Adaro' (senza tenore di zolfo), non si capisce come potrebbe tornare competitiva dovendo utilizzare lo stesso tipo di carbone anche in futuro (in misura del 90% della produzione di energia) e cioè dopo la trasformazione della centrale. Sul piano occupazionale, invece, nessuna certezza sul futuro degli operai delle imprese appaltatrici già a partire dal prossimo mese (praticamente certa la loro totale espulsione da ogni tipo di lavorazione), mentre per i 'diretti' si passa attraverso la cassa integrazione.

A regime, dopo l'eventuale trasformazione dell'impianto, sarebbero reimpiegati soltanto gli attuali lavoratori, senza alcuna crescita del dato occupazionale. E genera non pochi dubbi anche l'annunciata intenzione di smantellare i gruppi 1 e 2. Tale incombenza richiede un notevole impegno finanziario, sempre che si intenda procedere anche con la bonifica delle aree. Aspetto, questo, che non appare in alcun modo chiaro anche dopo l'illustrazione delle proposte progettuali da parte di Edipower-A2A.

Alla luce di tali considerazioni è evidente che restano in piedi tutte le perplessità manifestate ormai da mesi e quindi spetta a Edipower-A2A fare chiarezza, una volta per tutte, sul futuro della centrale brindisina. E tutto questo dovrà avvenire quanto prima, nell'interesse dei lavoratori con i quali non potrà mai esserci una diversità di vedute se il fine ultimo è quello di una crescita reale e duratura del nostro territorio, anche dal punto di vista economico ed occupazionale.

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