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"Lido Cerano non deve essere inghiottito dal mare", avviata raccolta firme

Una raccolta firme per salvare lo storico Lido Cerano, lo stabilimento balneare a sud di Brindisi che quest'anno spegne 51 candeline e che rischia di scomparire a causa dell'erosione costiera

CERANO – Una raccolta firme per salvare lo storico Lido Cerano, lo stabilimento balneare a sud di Brindisi che quest’anno spegne 51 candeline e che rischia di scomparire a causa dell’erosione costiera. È questa l’ultimo espediente dei fratelli Vito e Francesco Giannone, pronipoti del fondatore, che da qualche anno gestiscono lo stabilimento balneare, dopo che per anni hanno trovato porte chiuse ricevendo promesse non mantenute. Lo stabilimento sorge accanto alla centrale termoelettrica Enel Federico II, anzi per dirla tutta: la centrale sorge accanto allo stabilimento essendo stata costruita successivamente. Il Lido ricade nel territorio di competenza del Comune di San Pietro Vernotico, in Puglia. I fratelli Giannone hanno, quindi, chiesto interventi per fermare l’erosione costiera al colosso dell’energia elettrica, al comune di San Pietro e alla Regione Puglia. Hanno ricevuto comprensione e promesse. Questo giornale si è occupato della vicenda a novembre dello scorso anno, successivamente all’articolo fioccarono nuovi impegni. La stagione 2016 è arrivata e la situazione è solo peggiorata.

lido cerano erosione-2

“Questo potrebbe essere l’ultimo anno, o uno degli ultimi. Ci stiamo avviando verso la fine. Se non si prendono provvedimenti un pezzo di storia di uno dei più bei tratti di costa a sud di Brindisi rischia di scomparire e questo nessuno lo ha ancora capito – spiega Vito – abbiamo promosso una raccolta firme, da presentare al Comune di San Pietro a Enel e alla Regione Puglia per chiedere ancora una volta interventi immediati, per far sapere che quel Lido ha una storia che chi la conosce non vuole cancellare. In un solo giorno sono state raccolte 200 firme, molte persone sono arrabbiate per questo menefreghismo da parte di chi potrebbe mettere fine a questo scempio salvando un tratto di costa caratteristico, lì sono nate e cresciute intere generazioni, i bambini sono diventati nonni. Molti sono legati a questo stabilimento balneare perché ricco di ricordi e perché il posto è molto suggestivo. Davanti alla nostra passione e amore per quello che facciamo, e impegno a regalare sempre giornate speciali ricche di divertimento e relax, l’impianto industriale passa in secondo piano”. E a parlare in questo caso sono i numeri: Lido Cerano, ogni anno registra il “tutto esaurito”.

raccolta firme lido cerano-2

Uno stabilimento immerso nel verde (confina con la riserva naturale regionale orientata “Bosco di Cerano” che si estende su 1300 ettari di terreno), con 60 camerini, molto apprezzato dai frequentatori, specie per l’amore e la professionalità da parte di questi due giovani che hanno deciso di sfidare il territorio deturpato dal progresso, e continuare a far vivere un progetto nato nel lontano 1965. Lido Cerano come già spiegato nel precedente articolo era il fiore all’occhiello della costa brindisina, i camerini erano 80, era immerso nel verde, caratterizzato da distese di sabbia e acqua cristallina. Panorama mozzafiato, tanto che a pochi metri sorge una naturale “terrazza sul mare” chiamata “Belvedere”, anche questa “sta cadendo a pezzi”.

“Da quanto so il Comune di San Pietro dovrebbe nominare un ingegnere che rediga un progetto e presentarlo a Enel che è disposta a finanziare – continua Vito – questo almeno è quello che sono riuscito ad accertare in questi anni di battaglie. Il percorso non dovrebbe essere complicato e lungo ma mi sembra di capire che non c’è la volontà di salvare il Lido e quel tratto di costa. Enel dal canto suo non sollecita il Comune a presentare il progetto. Un paio di mesi fa ho interpellato anche il governatore Michele Emiliano ma non ho ricevuto risposte, non sappiamo più come fare, a chi rivolgerci e per questo stiamo interpellando la cittadinanza, chiedendo di lottare insieme”.

Quello che chiedono i gestori di Lido Cerano è l’installazione di frangi flutti paralleli alla costa, come quelli realizzati decenni fa nella vicina Campo di Mare, marina del Comune di San Pietro Vernotico, che hanno salvato il litorale dal momento che quelli realizzati da Enel all’epoca della costruzione della Centrale a carbone “si sono rivelati un fallimento e chiunque può rendersene conto”. Si spera che il prossimo articolo che questo giornale dedicherà a Lido Cerano racconti il cambiamento. 

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