Cronaca

Morte di Stefano Cucchi: la sorella accusa un carabiniere brindisino

E’ brindisino uno dei cinque carabinieri indagati per la morte di Stefano Cucchi, la cui foto nel pomeriggio di ieri (3 gennaio) è stata postata da Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, sul suo profilo Facebook, scatenando un’ondata di invettive e offese sul socialnetwork. L'avvocato preannuncia querele contro la Cucchi e chi ha offeso il suo assistito

BRINDISI – E’ brindisino uno dei cinque carabinieri indagati per la morte di Stefano Cucchi, la cui foto nel pomeriggio di ieri (3 gennaio) è stata postata da Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, sul suo profilo Facebook, scatenando un’ondata di invettive e offese sul socialnetwork.

L’avvocato del militare, Elio Pini, ha dichiarato all’Ansa che il suo assistito, dopo la pubblicazione di quel post “è stato sommerso da minacce di morte rivolte a lui e ai suoi familiari”. “Per questo – prosegue il legale - oltre a denunciare Ilaria Cucchi per diffamazione, denunceremo anche gli autori di queste minacce".

Lo scorso ottobre il brindisino finì sul registro degli indagati insieme ad altri due colleghi con cui la notte fra il 15 e il 16 ottobre del 2009 prese parte alla perquisizione dell’abitazione di Cucchi, appena fermato per spaccio di hascisc e cocaina in un parco di Roma. E’ stata la procura capitolina ad aprire una nuova inchiesta sul decesso del geometra romano, dopo l’assoluzione in Appello di tre infermieri, sei medici e tre agenti della polizia penitenziaria a carico dei quali venne istruito un processo.

Cucchi morì in ospedale sette giorni dopo l’arresto. Oltre a partecipare alla perquisizione domiciliare, gli indagati condussero Cucchi dalla casa dei suoi genitori alla caserma Appia, a Roma. Da lì successivamente l'arrestato venne trasferito presso la caserma di Tor Sapienza.

Intorno alle ore 16,30 di ieri, Ilaria Cucchi ha deciso di pubblicare una foto che ritrae il brindisino sorridente in posa fra gli scogli. "Volevo farmi del male - spiega Ilaria nel post -, volevo vedere le facce di coloro che si sono vantati di aver pestato mio fratello, coloro che si sono divertiti a farlo. Le facce di coloro che lo hanno ucciso. Ora questa foto è stata tolta dalla pagina. Si vergogna? Fa bene".

Dopo un paio d’ore, però, è stata la stessa Cucchi a correggere il tiro, moderando i toni. "Non tollero la violenza, sotto qualunque forma - ha scritto in un post mezz'ora dopo le 18 -. Ho pubblicato questa foto solo per far capire la fisicità e la mentalità di chi gli ha fatto del male ma se volete bene a Stefano vi prego di non usare gli stessi toni che sono stati usati per lui. Noi crediamo nella giustizia e non rispondiamo alla violenza con la violenza. Grazie a tutti". E a chi le chiede "che senso aveva pubblicare quella foto", Ilaria replica: "Il senso è che Stefano era la metà di questa persona. Se poi lei si sente offeso da questa foto, posso solo dire che non l'ho messa io su Facebook".

Il prossimo 29 gennaio, intanto, si terrà l'incidente probatorio per accertare la causa della morte di Cucchi. Un accertamento disposto nell'ambito dell'inchiesta bis sulla morte del geometra romano che vede indagati, come detto, cinque carabinieri della stazione Roma Appia. 

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