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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

Vitali 'imputato' fermato nella corsa al Csm: ora è stato rinviato a giudizio

Oggi si è celebrata a Napoli l'udienza preliminare al termine della quale il gup ha rinviato a giudizio tanto Vitali, quanto la giornalista Annalisa Chirico accusati di falso ideologico e falsa dichiarazione di un pubblico ufficiale sulla identità propria o di altri.

BRINDISI - La corsa al Csm dell’ex onorevole ed ex sottosegretario alla giustizia, Luigi Vitali (Fi), si è arrestata proprio quando si è appreso che vi era richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla procura di Napoli a suo carico. Oggi si è celebrata a Napoli l’udienza preliminare al termine della quale il gup ha rinviato a giudizio tanto Vitali, quanto la giornalista Annalisa Chirico, accusati di falso ideologico e falsa dichiarazione di un pubblico ufficiale sulla identità propria o di altri. Vitali avrebbe favorito l'ingresso nel carcere di Poggioreale della giornalista, all'epoca dei fatti collaboratrice di Panorama e di un sito internet, asserendo che fosse una collaboratrice del suo ufficio. L'episodio risale al 24 ottobre 2011 e si riferisce alla visita che Vitali fece in carcere all'ex deputato Alfonso Papa, arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta P4. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal gup Vincenzo Alabiso che ha accolto la richiesta del procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli e del sostituto Fabio De Cristofaro.

Il processo comincerà il 5 ottobre del prossimo anno davanti al giudice Barbara Mendia della VI sezione del Tribunale. In particolare Vitali, difeso dall'avvocato Roberto Palmisano, all’epoca dei fatti membro della Camera dei Deputati e quindi “pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, dopo essersi qualificato avrebbe attestato che la giornalista era in realtà una collaboratrice del proprio ufficio con rapporto stabile continuativo.

In concorso con la giornalista, originaria della Puglia e residente a Roma, Vitali avrebbe inoltre compilato il modulo predisposto dall’amministrazione penitenziaria, inducendo in errore sull’effettiva sussistenza dei presupposti i pubblici ufficiali addetti al controllo che registrarono Chirico come “accompagnatrice”, formando così a parere dell’accusa “un atto pubblico ideologicamente falso”. Vitali è inoltre imputato a Brindisi in un altro processo che riprenderà a novembre per abuso d’ufficio, compiuto secondo l’accusa nelle vesti di consigliere comunale insieme al resto della maggioranza di centrodestra, nella disposizione del piano delle farmacie a Francavilla Fontana.

La candidatura di Vitali al Csm era finita nel mirino del vicepresidente della Camera, il grillino Luigi Di Maio, che aveva ritenuto “impresentabile” l’ex parlamentare azzurro già inserito nella rosa di coloro che aspiravano all’ingresso a palazzo dei Marescialli, su cui vi era accordo bipartisan e vi sono anche state diverse votazioni che non hanno poi ottenuto il quorum, proprio dopo che era divenuto noto il suo coinvolgimento da imputato in procedimenti penali in corso. Si censurava, in particolare, che nell’organo di autogoverno della magistratura potesse andarci una persona sottoposta al giudizio di due Tribunali. Sarà un processo con rito ordinario, ora, a stabilire se Vitali e la giornalista Chirico commisero un reato nel fornire dichiarazioni secondo l’impostazione della procura non veritiere per consentire l’ingresso alla stampa nel penitenziario. Si torna in aula il prossimo anno, nel capoluogo partenopeo. A Brindisi Vitali siederà al banco degli imputati il 4 novembre prossimo. 

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