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La polizia sul luogo della perquisizione

La polizia sul luogo della perquisizione

Nella villa disabitata 4,6 chili di droga

CEGLIE MESSAPICA – Un chilo e mezzo di marijuana e un arresto il 6 novembre, quello di Vito Pietro Lanzillotti in contrada Cantrapa e altri 4,6 chili di sostanze stupefacenti sequestrate ieri in contrada Gorgole - Farfara, agro di Ceglie Messapica. E’ un ginepraio di basi di spaccio il triangolo di campagna compreso tra Ostuni e le strade provinciali per Ceglie Messapica e Francavilla Fontana.

CEGLIE MESSAPICA - Un chilo e mezzo di marijuana e un arresto il 6 novembre, quello di Vito Pietro Lanzillotti in contrada Cantrapa e altri 4,6 chili di sostanze stupefacenti sequestrate ieri in contrada Gorgole - Farfara, agro di Ceglie Messapica. E' un ginepraio di basi di spaccio il triangolo di campagna compreso tra Ostuni e le strade provinciali per Ceglie Messapica e Francavilla Fontana, un territorio complesso da tenere sotto controllo, percorribile attraverso una fitta rete di strade vicinali in cui spacciatori e "clienti" fissano i loro appuntamenti. Ma come nel caso di Lanzillotti, i poliziotti del commissariato della Città Bianca sono riusciti ad individuare e ripulire un altro emporio dove era possibile acquistare di tutto: dall'hascisc alla marijuana, all'eroina.

Dietro il bancone (in senso figurato) c'era l'incensurato di turno, Adriano Bellanova, 20 anni, di Ceglie Messapica. O, quanto meno, era lui quello che si esponeva in prima persona nel contatto con i clienti e nella gestione del deposito della droga, organizzato nel garage di una abitazione non abitata nei mesi autunnali ed invernali, situata esattamente di fronte a quella dove invece Bellanova risiedeva, ospite della famiglia di un noto sorvegliato speciale. Inutile dire che la perquisizione effettuata in casa di questo soggetto è risultata invece negativa.

Il sistema osservato dagli investigatori diretti dal vicequestore Francesco Angiuli (i quali avevano ricevuto varie notizie circa la presenza frequente e sospetta di gruppi di giovani nei pressi della villetta non abitata) era il seguente: quando arrivavano i clienti, Adriano Bellanova lasciava la casa dove era ospite, attraversava la strada, apriva prima il cancello e poi il garage dell'immobile disabitato, quindi ne usciva, consegnava qualcosa ai giovani con i quali si era incontrato, richiudeva a chiave e se ne tornava di fronte in attesa delle prossima consegna.

Ieri la polizia è intervenuta quando Bellanova era sulla porta del garage, bloccandolo e sottoponendole ad immediata perquisizione personale. Il giovane aveva con sé venti dosi di eroina per un peso totale di 10 grammi. Il gruppo degli investigatori che partecipavano all'operazione è passato subito dopo alle perquisizioni domiciliari: quella della villa dove Bellanova vive, del garage e dell'abitazione disabitata. La droga era nel garage. I primi ad essere trovati sono stati i panetti di hascisc, per un totale di quattro chilogrammi, nascosti in una vecchia credenza.

Mezzo chilo di eroina, in una confezione non ancora aperta dallo spacciatore, era invece occultato in un frigorifero in disuso, sempre nel famoso garage, dove la polizia ha trovato anche tutto il materiale necessario per confezionare le dosi e un etto di marijuana. Per procurarsi quel nascondiglio in una casa non nella sua disponibilità, Adriano Bellanova - spiega la polizia - era riuscito a duplicarne le chiavi grazie alla sua amicizia con il nipote del proprietario, ovviamente a sua insaputa.

Il giovane è stato dichiarato in arresto e rinchiuso nella casa circondariale di via Appia a Brindisi, d'intesa con il pm Manuela Pellerino, per i reati di detenzione, a fini di spaccio, di ingente quantitativo di sostanze stupefacenti del tipo eroina, hashish, marijuana, furto aggravato e violazione di domicilio.

La faccenda non finisce tuttavia qui: Adriano Bellanova (che ha designato come difensore l'avvocato Cosimo Deleonardis), non è certo il numero uno del gruppo che gestiva l'attività di spaccio e i quantitativi di droga occultati nel garage della villa disabitata. Per gli uomini del vicequestore Angiuli c'è ancora molto materiale su cui lavorare, percorrendo un filo che si dipanata dalla notte di un blitz avvenuto tra il 26 ed il 27 agosto 2010 sempre dal commissariato di Ostuni nelle campagne di Ceglie, nella masseria di Armando Bellanova (solo omonimo del giovane arrestato ieri), dove veniva lavorata l'eroina.

 

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