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Cronaca Mesagne

Nuovo furto alla chiesa del Carmine a Mesagne: l'altra volta gli ori, adesso le offerte

MESAGNE – Nessuna pace per la chiesa della Madonna del Carmine: dopo gli ori rubati alla Vergine del Carmelo, ora a Mesagne i ladri si portano via anche le offerte dei fedeli. Sconosciuta l'entità del bottino, perfino al priore Riccardo Brandi, che è costretto a registrare una nuova violazione del luogo di culto, nemmeno di fronte al quale i delinquenti si fermano. Qualcuno approfittando della tranquillità della chiesa – forse sabato sera – si è introdotto nell'edificio ed ha fatto sparire il salvadanaio contenente gli oboli donati dai fedeli durante le funzioni religiose.

MESAGNE - Nessuna pace per la chiesa della Madonna del Carmine: dopo gli ori rubati alla Vergine del Carmelo, ora a Mesagne i ladri si portano via anche le offerte dei fedeli. Sconosciuta l'entità del bottino, perfino al priore Riccardo Brandi, che è costretto a registrare una nuova violazione del luogo di culto, nemmeno di fronte al quale i delinquenti si fermano. Qualcuno approfittando della tranquillità della chiesa - forse sabato sera - si è introdotto nell'edificio ed ha fatto sparire il salvadanaio contenente gli oboli donati dai fedeli durante le funzioni religiose.

Non si sa quanto contenesse, pochi o molti euro, tuttavia è il gesto che lascia nuovamente sgomenti tutti i mesagnesi che ancora non hanno dimenticato il furto di tutti gli ori della patrona protettrice della Città di Mesagne. Era il primo mercoledì di marzo, lo scorso anno, quando i malviventi agendo tra le 17.30 e le 19 rubarono settemila euro in contanti e tutti gli ori donati dai fedeli per addobbare la Vergine del Carmelo nel corso dell'annuale processione che si svolge nella città messapica in onore della Madonna il 17 luglio di ogni anno.

L'ammontare del bottino non fu immediatamente quantificato, dal momento che non esistendo un inventario di tutti i gioielli è stato necessario procedere sulla base di alcune ricostruzioni fotografiche catalogando i monili per una stima precisa. Il colpo tuttavia superava svariate migliaia di euro dal momento che tra i monili c'erano anche pezzi di notevole pregio artistico e storico. I ladri si introdussero direttamente nell'alloggio chiuso a chiave del priore Riccardo Brandi dopo aver forzato la porta come se già sapessero dove andare e cosa cercare. Poi via con ori, collane, anelli, bracciali, che non erano nemmeno sottochiave.

Nessuno pensava, infatti, che i ladri potessero arrivare fino a tanto creando sgomento in una intera comunità particolarmente devota nei confronti della Madonna. Nessuno si accorse di niente proprio come in questo caso. I ladri in questo caso come nell'altro si sono mossi con sicurezza e determinazione, incuranti di avere il commissariato di polizia ed i carabinieri proprio nelle vicinanze.

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