Operazione antidroga nelle campagne di Carovigno: manette a “Burzone”

CAROVIGNO - Pedinato, braccato, beccato: con 300 grammi di cocaina purissima. Nella rete degli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza di Ostuni è finito Giovanni Saponaro (48 anni, di Carovigno), conosciuto negli ambienti criminali della zona col soprannome “Burzone”. La polizia gli stava dietro da un bel po’, seguendone movimenti e spostamenti. Sabato pomeriggio, il sospetto che fosse rientrato ad operare a pieno regime nei traffici di droga lungo il nord brindisino si è tramutato in certezza, alla luce dell’operazione portata a termine nelle campagne di Carovigno, in contrada “Morgicchio”.

Giovanni Saponaro

CAROVIGNO - Pedinato, braccato, beccato: con 300 grammi di cocaina purissima. Nella rete degli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza di Ostuni è finito Giovanni Saponaro (48 anni, di Carovigno),  personaggio di spicco della malavita locale e conosciuto negli ambienti criminali della zona col soprannome “Burzone”. La polizia gli stava dietro da un bel po’, seguendone movimenti e spostamenti. Sabato pomeriggio, il sospetto che fosse rientrato ad operare a pieno regime nei traffici di droga lungo il nord brindisino si è tramutato in certezza, alla luce dell’operazione portata a termine nelle campagne di Carovigno, in contrada “Morgicchio”.

Saponaro, dopo essere stato intercettato a bordo della sua "Lancia Y" e pedinato lungo la strada statale 379, è stato bloccato con le mani nel sacco. La droga, custodita all’interno di una ventina di involucri, era nascosta in un barattolo di vetro, celato sotto un albero di ulivo. Circondato dagli agenti, “Burzone” non avrebbe avuto alcuna possibilità di fuga. L’ingente quantitativo di sostanza stupefacente, immesso sul mercato avrebbe fruttato oltre 70.000 euro. Una volta tagliata, infatti, la droga, addizionata con altre sostanze, avrebbe raggiunto una quantità ancora più significativa: la cocaina destinata allo spaccio sarebbe stata circa un chilo. Il tutto, però, è stato scongiurato, grazie al blitz eseguito dagli agenti, coordinati dal Dirigente Francesco Angiuli.

Le indagini, avviate da tempo e mirate a contrastare i traffici di droga sul territorio, proseguono su più fronti. Appare evidente, per gli inquirenti, che Saponaro aveva deciso di gestire in proprio l’attività di spaccio, sfruttando tanto l’esperienza maturata nel settore dello smercio delle sostanze stupefacenti quanto i contatti con la malavita organizzata dedita ai traffici di droga. Dal settembre dello scorso anno era cessato a suo carico il periodo di sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno, cui per tre anni era stato sottoposto, in forza dei suoi numerosi e specifici precedenti.

Al vaglio degli investigatori anche la posizione di un parente stretto di “Burzone”, risultato formalmente titolare del terreno dove è stata rinvenuta la cocaina. Non solo. Gli stessi inquirenti avrebbero posto sottosequestro il cellulare di Saponaro. Dall’analisi dei tabulati telefonici non è escluso che possano emergere ulteriori, clamorosi sviluppi in merito al coinvolgimento di altri complici.

Al termine degli accertamenti di rito, Saponaro è stato associato presso la Casa circondariale di Brindisi, a disposizione del pubblico ministero di turno, il dottor Pierpaolo Montinaro.

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