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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Ossigeno facile story: richieste di pena

BRINDISI - La requisitoria il pm Giuseppe De Nozza l’ha affidata alla penna: sono 600 pagine in cui è riepilogata tutta l’ossigenoterapia story, dai falsi invalidi alle cure troppo spesso prescritte per favorire la Linde Medicale, l’azienda convenzionata con la Asl: 28 le richieste di pena.

BRINDISI - Il pm Giuseppe De Nozza ha affidato alla penna le sue conclusioni: sono 600 pagine di requisitoria scritta in cui è riepilogata tutta l’ossigenoterapia story, dai falsi invalidi alle cure troppo spesso prescritte per favorire la Linde Medicale, l’azienda convenzionata con la Asl. Ventotto le richieste di pena formulate dal pubblico ministero ieri mattina, poste nero su bianco e consegnate al collegio composto da Gabriele Perna (presidente) Vittorio Testi e Stefania De Angelis.

La pena più alta invocata è pari a 8 anni per colui che è ritenuto il personaggio principale dell’inchiesta e quindi del processo: Vincenzo Manisco, medico pneumologo, che risponde anche di concussione. Le accuse sono a vario titolo di associazione per delinquere, peculato, truffa. Per la Linde Medicale è stata chiesta una sanzione pecuniaria di 280 mila euro e l'interdizione a contrattare con la pubblica amministrazione per un anno e sei mesi.

Quindi: 4 anni di reclusione per Antonio Citarella, Pasquale Mancini, Giuseppe Fortunato Capasso, Domenico Capasso,B.M., Cosimo Pio Danese e Maria Semeraro; 3 anni di reclusione per Giuseppe Flores, Maria Petrosillo, Umberto Campioto, Michele Vindice, Anna Valenti, Anna Maria Leoci e Antonio Lubelli, 3 anni e 6 mesi per Angelo De Biasi e Francesco Manna; 2 anni e 4 mesi di reclusione, 2 anni di reclusione per Vincenzo Chiaramida e 2 anni e 6 mesi di reclusione per Roberto Rizzo; 1 anno e 6 mesi di reclusione per Francesca Carmine De Netto, Caterina Rossini, Margherita Boffo, Pasqualino Urgese, Maria Perez e Giuseppe Cavaliere, 1 anno e 6 mesi di reclusione per Anna Maria Leo, che ha rifiutato la prescrizione puntando all’assoluzione.

Molti reati sono andati prescritti e vi è stato già stralcio e sentenza di non doversi procedere. Erano 49 in tutto gli imputati nel processo nato dall’inchiesta Diafoirus, dal malato immaginario di Molière. Secondo l’accusa vi sarebbero state false certificazioni di invalidità finalizzate a forniture di ossigenoterapia non dovute. Tale ossigeno, tra l’altro, spesso non era necessario alla cura delle malattie diagnosticate ma veniva prescritto solo a fini di lucro, avvalendosi di medici e farmacisti compiacenti. Un altro filone dell’inchiesta, invece, riguardava le false certificazioni sanitarie e le false perizie per conseguire pensioni di invalidità civile e indennità di accompagnamento per persone che non ne avevano né diritto, né i requisiti.

La truffa ai danni dello Stato è quantificabile in almeno un milione di euro. Le indagini furono condotte dai Nas, partirono da un esposto anonimo. Il 23 ottobre del 2007 furono arrestate 15 persone: erano medici, avvocati, dipendenti dell’Azienda sanitaria di Brindisi, dirigenti di una società di prodotti farmaceutici e cittadini che usufruivano delle prestazioni. La Asl si è costituita parte civile con l’avvocato Rosario Almiento e ha chiesto un risarcimento pari a un milione di euro.

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