Brindisi: tentatato suicidio in carcere. Detenuto salvato da un agente

Un uomo residente nel Brindisino ha tentato di impiccarsi con un lenzuolo all'interno della sua cella. Non corre pericolo di vita

BRINDISI – Un tentativo di suicidio sventato da un agente della polizia penitenziaria. E’ accaduto ieri (17 febbraio) all’interno della casa circondariale di Brindisi, dove giovane detenuto del Brindisino, da quanto appreso, avrebbe tentato di togliersi la vita, impiccandosi con un lenzuolo. L’uomo ha compiuto l’insano gesto proprio mentre davanti alla sua cella transitava un poliziotto, che si è subito attivato per trarlo in salvo. Poi è stato consegnato al personale del 118, che lo ha trasportato presso l’ospedale Perrino di Brindisi, dove è tuttora ricoverato per le cure del caso. Fortunatamente l'uomo non corre pericolo di vita. A quanto pare lo stesso detenuto, la scorsa settimana, aveva ingerito un bicchiere di detersivo. 

Il sindacato Osapp: "A Brindisi non si accettano più detenuti"

I motivi del gesto sono probabilmente riconducibili a una situazione di disagio psico-fisico. Non è chiaro se abbia inciso anche il problema del sovraffollamento: una questione che riguarda, come più volte denunciato dai sindacati, tutte le strutture detentive della regione. “La casa circondariale di Brindisi – afferma il vice segretario regionale del sindacato Osapp, Ruggero Damato - non accetta più detenuti, perché ha raggiunto il limite massimo di capienza tollerabile. Su questo il sindacato Osapp riconosce il grande senso di responsabilità mostrato dalla direttrice della casa circondariale. Noi vorremmo che anche altri direttori agiscano allo stesso modo, per far capire all’amministrazione in che modo sta operando la polizia penitenziaria”. 

Il principale problema è quello riguardante la carenza di spazi. “Il carcere di Brindisi – prosegue Damato – ha pochi spazi per le attività ricreative. E’ ormai evidente che bisognerebbe trovare un’altra sistemazione più idonea in un’altra zona della città rispetto a quella in cui si trova attualmente la struttura, in pieno centro abitato, circondata dai palazzi”. 

Tutto ciò si ripercuote, inevitabilmente, sulle condizioni di lavoro della polizia penitenziaria. “Il sindacato Osapp – conclude Damato – ha dichiarato lo stato d’agitazione provinciale e regionale per il totale stato di abbandono in cui si trova il corpo di Polizia penitenziaria, costretto a gestire un sistema imploso”. 

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