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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca

Porticciolo, gli ex ormeggiatori scrivono ad Amati: "Bocca di Puglia ci faccia rientrare"

BRINDISI – I quattro ex ormeggiatori, licenziati dal porticciolo turistico Marina di Brindisi, in questi giorni hanno inviato una lettera all'assessore regionale alle Opere pubbliche Fabiano Amati, e per conoscenza al governatore della Puglia Nichi Vendola, per chiedere la possibilità per un reintegro all’interno della società Bocca di Puglia (società che gestisce il Porticciolo Turistico e partecipata al 20% dal Comune di Brindisi), alla luce anche dei due milioni e mezzo di euro finanziata dalla Regione al Comune proprio per i servizi del porticciolo.

BRINDISI - I quattro ex ormeggiatori, licenziati dal porticciolo turistico Marina di Brindisi, in questi giorni hanno inviato una lettera all'assessore regionale alle Opere pubbliche Fabiano Amati, e per conoscenza al governatore della Puglia Nichi Vendola, per chiedere la possibilità per un reintegro all'interno della società Bocca di Puglia (società che gestisce il porticciolo turistico e partecipata al 20% dal Comune di Brindisi), alla luce anche dei due milioni e mezzo di euro finanziata dalla Regione al Comune proprio per i servizi del porticciolo.

"Nel 2009, sei dopo la nostra assunzione - scrivono i quattro ricostruendo la loro storia -, la Società Bocca di Puglia, (che sin dal 2003 ci aveva promesso un contratto a tempo indeterminato, che di regola già ci toccava, considerando i soldi pubblici investiti su di noi attraverso un corso di formazione), ci fa transitare in una ditta di pulizie, assunti come addetti alle pulizie, ma impegnati a svolgere il ruolo di ormeggiatori. A questo dobbiamo aggiungere la nostra esperienza maturata nei diversi anni e i vari titoli costretti a prendere a nostre spese, corso d'inglese e brevetto di sub".

Dopo una breve parentesi con la ditta di pulizie, arrivò per i quattro il definitivo allontanamento dal porticciolo, e l'affidamento dei servizi, ad una ditta di Lecce, con personale non qualificato. "Da qui - continuano - la nostra decisione di rivolgersi al sindacato Cobas, che tutt'oggi ci rappresenta, e la decisione di inviare una lettera, attraverso il nostro rappresentante sindacale, dove si chiedeva, che eventuali altri fondi, fossero legati ad assunzioni. Lei, assessore, rispose, che non trattava con i sindacati, preferendo parlare con il personale direttamente interessato.Oggi a scrivere non è il sindacato, ma noi stessi ex ormeggiatori che chiediamo un intervento per il reintegro nella società Bocca di Puglia, attraverso i 2,5 milioni di euro che la regione ha stanziato al Comune affinchè siano utilizzati per il porticciolo", concludono chiedere anche un incontro nel più breve tempo possibile.

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