Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

"Quell'accordo ci mette a rischio"

L'elenco delle firme è lungo: Damiano Novellino 36 anni di Taranto, Domenico Rizzo 38 anni di Taranto, Arcangelo Principalli 31 anni di Ceglie Messapica, Alessandro Ribecco 33 anni di Talsano (Ta), Marco Zanfranullo 31 anni di Taranto, Claudio Di Giorgio 34 anni di Taranto, Giorgio Ippolito 31 anni di Francavilla Fontana, Michele Pulpito 35 anni di Taranto, Domenico Palombella 37 anni di Taranto, Matteo Spadaro 35 anni di S Giorgio Jonico (Ta), Cosimo Forte 34 anni di Taranto, Carmelo Cito 36 anni di Torre S. Susanna, Cosimo Buccolieri 37 anni di Oria, Mino Ricci 30 anni di Massafra (Ta), Cosimo Monteleone 35 anni di Carosino (Ta),Vito Tagliente 39 anni di Crispiano (Ta), Carmelo Ricci 29 anni di Statte, Enzo Marra 30 anni di Mottola (Ta), Gianluca D'Oronzo 39 anni di Taranto, Angelo Mancarello 37 anni di Taranto.

L'elenco delle firme è lungo: Damiano Novellino 36 anni di Taranto, Domenico Rizzo 38 anni di Taranto, Arcangelo Principalli 31 anni di Ceglie Messapica, Alessandro Ribecco 33 anni di Talsano (Ta), Marco Zanfranullo 31 anni di Taranto, Claudio Di Giorgio 34 anni di Taranto, Giorgio Ippolito 31 anni di Francavilla Fontana, Michele Pulpito 35 anni di Taranto, Domenico Palombella 37 anni di Taranto, Matteo Spadaro 35 anni di S Giorgio Jonico (Ta), Cosimo Forte 34 anni di Taranto, Carmelo Cito 36 anni di Torre S. Susanna, Cosimo Buccolieri 37 anni di Oria, Mino Ricci 30 anni di Massafra (Ta), Cosimo Monteleone 35 anni di Carosino (Ta),Vito Tagliente 39 anni di Crispiano (Ta), Carmelo Ricci 29 anni di Statte, Enzo Marra 30 anni di Mottola (Ta), Gianluca D'Oronzo 39 anni di Taranto, Angelo Mancarello 37 anni di Taranto.

Sono nomi e cognomi di dipendenti Ilva. Sono operai del reparto Mof (Movimento Ferroviario). Ma ce ne sono altri, in totale sono centoventi. Sono colleghi di Claudio Marsella, il 29enne morto il 30 ottobre 2012 rimasto schiacciato fra due vagoni mentre lavorava. Un infortunio sul lavoro mortale, così come hanno confermato i medici legali che hanno eseguito l'esame autoptico sul corpo della giovane vittima. La 49esima dal 1993, da quando l'acciaieria più grande d'Europa, l'Ilva, si è insediata nel capoluogo jonico.

"La morte di Claudio è stata una morte annunciata" hanno detto i colleghi di Marsella, giunti ad Oria, per dare l'ultimo saluto al collega scomparso. "Chiediamo solo sicurezza e rispetto della persona in quanto operaio. Combattiamo da due anni con l'azienda e sindacati una battaglia che dobbiamo vincere per assicurarci la vita e non la morte. Abbiamo sempre contestato e disconosciuto l'ultimo accordo fatto tra Ilva e Fim, Fiom e Uilm dove si dice che noi lavoratori del Mof dobbiamo lavorare con una sola unità sui locomotori". Claudio Marsella infatti era solo al momento dell'incidente che gli è costato la vita.

I lavoratori del reparto Movimento Ferroviario sono in sciopero - proclamato dall'Unione sindacale di base - da quel maledetto 30 ottobre scorso quando la manovra di aggancio di due vagoni è stata mortale per Claudio Marsella e minacciano di continuare a presidiare l'entrata del reparto fino a quando non verranno loro accolti i criteri di sicurezza. Gli stessi hanno inviato due giorni fa un documento al prefetto di Taranto così come al direttore dell'azienda Bruno Ferrante, al direttore dello stabilimento Adolfo Buffo (uno dei tre indagati per la morte di Marsella) e al capo area del Mof Antonio Colucci (secondo indagato) dove si fa riferimento all'accordo del 10 settembre 2010. Minacciano uno sciopero ad oltranza i lavoratori del Mof.

"Ci devono assicurare sicurezza sul lavoro - ha detto a BrindisiReport.it Francesco Rizzo coordinatore dell'Usb - se non strapperanno quell'accordo proclameremo uno sciopero ad oltranza. Non deve finire così, vogliamo la verità perchè Claudio non doveva morire. Abbiamo sempre disconosciuto quell'accordo, dal primo momento. Accordo che l'Ilva e i sindacati hanno sottoscritto senza il nostro consenso. Non può lavorare una sola unità sul locomotore. Oggi è toccato a Claudio e domani?".

Rabbia e sofferenza. Una morte che ha una responsabilità. Rivendicano giustizia, rispetto e sicurezza sul luogo di lavoro, i dipendenti Ilva del reparto Mof. Se lo sciopero dovesse continuare si bloccherebbe automaticamente la produzione degli impianti Ilva in zona Tamburi, perchè i cicli produttivi, i materiali partono tutti dal reparto Mof.

"Abbiamo saputo della morte di Claudio solo dopo 3 ore dall'incidente. - raccontano i colleghi di Marsella -. L'azienda ci aveva comunicato precedentemente che Claudio stava bene e che era in ospedale per accertamenti. Invece Claudio era morto subito. Non abbiamo sentito allarmi né ambulanze. Claudio è stato portato via nel silenzio. Quando abbiamo, purtroppo, appreso della sua morte, abbiamo lasciato il posto di lavoro e siamo corsi in ospedale".

L'accordo del 2010 dev'essere strappato. I lavoratori chiedono che venga assicurata la sicurezza. Un lavoro non può divenire un ricatto. Uno stipendio sicuro non può essere sinonimo di non sicurezza. I lavoratori Mof dichiarano che nel caso in cui i punti, riportati nella lettera inviata all'azienda e al prefetto insieme al regolamento ferroviario non vengano accolti, ribadiscono la loro ferma indisponibilità ad operare in assenza delle condizioni di tutela della propria salute.

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