Raccolta rifiuti, il Comune ci riprova: bando per due anni

Nuova procedura aperta dopo quella andata deserta: proroga di un anno, importo pari a 47.556.960 euro. Efficacia subordinata all’esito di quella dell’Aro Brindisi 2 per dieci anni

BRINDISI – Ci riprova il Comune di Brindisi, sul fronte della raccolta dei rifiuti e dopo la gara andata deserta, ha rivisto e corretto alcuni requisiti del bando per evitare di scivolare in una situazione di emergenza: durata di due anni, anziché uno, con possibilità di proroga di 12 mesi, aumento della premialità Conai e nuove disposizioni per le isole ecologiche. Tutto a fronte di un importo totale pari a 47.556.960 euro, fermo restando il vincolo costituito dell’esito della gara decennale in seno all’Aro Brindisi 2.

Il nuovo bando

ecotecnica a Brindisi-2La procedura aperta bis è il risultato dei correttivi decisi dalla Giunta, costretta a fare i conti con la storia non semplice della gestione dei rifiuti in città, ad oggi affidata alla società Ecotecnica srl che non ha partecipato all’ultimo bando indetto dall’Amministrazione. Bando non economicamente conveniente, stando a quanto hanno sostenuto alcuni degli esponenti delle forze politiche di opposizione. Vero è che, alla scadenza, non ci sono stati partecipanti. Gara ponte deserta, dopo la proroga ad Ecotecnica.

I correttivi

Per uscire dal vicolo cieco, la squadra di governo cittadino ha deliberato una serie di correttivi, “per rendere efficiente il servizio ed efficace il procedimento di scelta del contraente”, accogliendo alcuni dei suggerimenti arrivati dalle minoranze. In primis, la durata del bando per il “servizio di spazzamento, raccolta e trasporto rifiuti solidi urbani e assimilati nella città di Brindisi”, che è stata raddoppiata: non più 12 mesi, lasso di tempo ritenuto poco appetibile per le società, ma 24 mesi, “eventualmente prorogabile di un ulteriore anno” e “comunque subordinatamente agli effetti prevalenti dell’affidamento” del maxi bando dell’Aro. In questo caso, la gestione del servizio è per dieci anni, stando all’avviso pubblicato dall’Ager il 25 luglio 2018. Dallo scorso anno ad oggi, resta ancora il nodo conseguenza delle azioni legali promosse dinanzi al Tar da alcune società. Da Bari, non ci sono notizie. Per lo meno non ne ha avute il Comune di Brindisi, stando a quanto si apprende dagli uffici del settore Ecologia e Ambiente. Se e quando il servizio unitario verrà avviato, il contratto tra la società e il Comune di Brindisi sarà risolto.

Quanto ai mezzi, è necessario che l’immatricolazione sia “non antecedente al primo gennaio 2016”. Nel nuovo bando, inoltre, c’è una “modifica degli obiettivi minimi alla percentuale di raccolta differenziata, tra cui un aumento della premialità Conai” e c’è anche una “nuova disciplina in ordine alle isole ecologiche”.

Tra i requisiti di partecipazione, è richiesto un fatturato minimo annuo minimo, riferito a ciascuno degli ultimi tre esercizi finanziari, di 15 milioni di euro, Iva esclusa, “perché tale dato” è stato considerato “indispensabile al fine di accertare la solidità dell’azienda partecipante alla gara”. L’aspirante gestore dovrà essere iscritto all’albo nazionale dei gestori ambientali. Per l’organico, nel bando si chiede che il numero del personale, nell’ultimo triennio, non sia inferiore a 230 unità (di cui un dirigente). “L’appaltatore dovrà assumere, a tempo indeterminato, il personale proveniente dall’impresa cessante”, la cosiddetta platea storica, con il riconoscimento del “trattamento economico derivante dal livello di categoria in atto e dall’anzianità raggiunta”.

I costi

Il conto economico parte da 38.385.152,67 euro, somma a cui si aggiungono le spese generali più l’utile d’impresa, per 3.838.515,27 euro, con totale a base d’asta di 42.223.667,94. A questa somma, è necessario aggiungere gli oneri per la sicurezza per 211.118,34, con il risultato che si arriva al totale contrattuale di 42.434.786,28 euro. Ci sono poi le spese per pubblicità (e varie) e l’Iva, ci conseguenza l’importo finale lievita sino a 47.556.960,63 euro.

Le imprese che intendono partecipata alla nuova gara devono “obbligatoriamente, pena l’esclusione, effettuare un sopralluogo” da concordare con l’Amministrazione comunale.

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