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S.Sabina

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Rapina e lesioni, 6 anni a gioielliere

CAROVIGNO - Fu incastrato da intercettazioni in carcere e dalle accuse degli esecutori materiali: Argimiro Lanzillotti, 40 anni, era il mandante di una barbara spedizione punitiva contro una donna originaria di Varese che aveva deciso di trasferirsi a Santa Sabina (Carovigno) in una villetta a metà strada tra la campagna e il mare. Il gioielliere di Carovigno è stato condannato a 6 anni di reclusione per concorso in sequestro di persona, rapina e lesioni personali.

CAROVIGNO - Fu incastrato da intercettazioni in carcere e dalle accuse degli esecutori materiali: Argimiro Lanzillotti, 40 anni, era il mandante di una barbara spedizione punitiva contro una donna originaria di Varese che aveva deciso di trasferirsi a Santa Sabina (Carovigno) in una villetta a metà strada tra la campagna e il mare. Il gioielliere di Carovigno è stato condannato a 6 anni di reclusione per concorso in sequestro di persona, rapina e lesioni personali.

I suoi due complici legarono a un albero la vittima a cui andava impartita una lezione per questioni private (era un'amica della sua fidanzata) e la picchiarono selvaggiamente, rapinandola della borsetta contenente 600 euro. Uno dei due poi, in un raptus, la violentò trascinando ben oltre i limiti una vicenda già di per sé orribile, che però non doveva giungere fino a quel punto.

Il Tribunale di Brindisi ha accolto in toto le richieste del pm che sosteneva l'accusa, Antonio Costantini, che aveva formulato richiesta di condanna a 6 anni. I fatti risalgono al 5 agosto del 2008 e furono compiuti ai danni di una donna originaria della provincia di Varese che aveva deciso di trasferirsi in una villetta in località Santa Sabina, non lontano dal mare, nel Brindisino. Quali esecutori materiali erano già stati condannati (con sentenza passata in giudicato) altri due giovani, Maurizio Natola e Francesco Leo.

Da una conversazione captata in carcere emerse che costoro avevano agito su ordine di una terza persona che fu poi identificata e sottoposta a indagine e che aveva ordinato il pestaggio. Lanzillotti, difeso dall'avvocato Gianvito Lillo, è stato condannato inoltre al pagamento di 2.500 euro di multa, al risarcimento da stabilirsi in sede civile e a una provvisionale di 30.000 euro per la parte civile, assistita dall'avvocato Giancarlo Camassa.

Il movente va ricercato in dissidi di carattere privato. Secondo quanto fu accertato Lanzillotti non aveva gradito l'amicizia tra la sua fidanzata e la donna di Varese che, dopo quello che le accadde, per fortuna filmato dalle telecamere di cui era dotata la sua villetta, decise di ritornarsene al Nord.

 

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