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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Rifiuti, arrestato avvocato brindisino

NAPOLI - L'ex amministratore delegato, l'avvocato brindisino Giovanni Faggiano, e un dirigente della Enerambiente Spa -- azienda che per molti anni ha svolto, in regime di appalto, il servizio di raccolta rifiuti solidi urbani a Napoli -- sono stati arrestati dagli agenti della Digos del capoluogo campano e dai militari della Guardia di Finanza.Il dirigente è il capocantiere Corrado Cigliano già stato arrestato in aprile assieme al fratello Dario, consigliere provinciale del Pdl, e al padre Antonio.

NAPOLI - L'ex amministratore delegato, l'avvocato brindisino Giovanni Faggiano, e un dirigente della Enerambiente Spa -- azienda che per molti anni ha svolto, in regime di appalto, il servizio di raccolta rifiuti solidi urbani a Napoli -- sono stati arrestati dagli agenti della Digos del capoluogo campano e dai militari della Guardia di Finanza.Il dirigente è il capocantiere Corrado Cigliano già stato arrestato in aprile assieme al fratello Dario, consigliere provinciale del Pdl, e al padre Antonio.

Lo riferisce la polizia, precisando che l'ex-ad è stato portato in carcere, mentre l'altro dirigente è ai domiciliari. Ai due sono contestati i reati di corruzione ed estorsione nei confronti di cooperative sociali. Al momento non è stato possibile raggiungere i loro legali per un commento. I provvedimenti, emessi dalla procura di Napoli, sono il risultato di un'attività investigativa iniziata lo scorso settembre a seguito della devastazione dolosa di una cinquantina di automezzi della Enerambiente commessa da alcuni appartenenti a cooperative sociali.

Dalle prime indagini emersero subito gravissime irregolarità nelle procedure delle gare d'appalto che negli anni erano state bandite per la raccolta dei rifiuti da parte dell'Asia Spa, azienda in house del Comune deputata appunto a tale servizio pubblico. Asia aveva appaltato la raccolta rifiuti in alcuni quartieri a Enerambiente, che a sua volta si serviva di due cooperative, Davideco e San Marco, la cui opera non è stata ritenuta necessaria dagli inquirenti.

Alle cooperative, gli indagati avrebbero chiesto somme di denaro in cambio dell'immissione in servizio di un numero di addetti superiore alle 450 unità concordate. Soldi che sarebbero stati destinati a dirigenti e collaboratori di Enerambiente, ma anche da utilizzare per pagare tangenti a soggetti operanti in Asia.

L'avvocato brindisino e il capocantiere avrebbero anche imposto aliquote di personale secondo liste ricevute non solo da Enerambiente, ma anche da sindacati e politici locali. Cigliano avrebbe anche costretto la cooperativa San Marco ad ingaggiare una sua amica, Kaori Nogami, con uno stipendio di 1.300 euro anche se la stessa, sempre secondo gli investigatori, non ha mai lavorato.

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