Cronaca

Condotta anti sindacale: rigettato ricorso contro l'Asl Brindisi

La Fp Cgil porta in tribunale l'azienda sanitaria, ma il giudice del lavoro non accoglie le contestazioni del sindacato

BRINDISI – Da parte dell’Asl Brindisi non ci fu condotta antisindacale. Il giudice del lavoro del tribunale di Brindisi, Maria Forestiere, ha rigettato il ricorso presentato lo scorso 22 gennaio, con ulteriori integrazioni depositate l’1 marzo, dalla segreteria provinciale della Fp Cgil di Brindisi. La vicenda verte intorno a una serie di istanze avanzate dal sindacato fra aprile 2020 e gennaio 2021 e a un paio di episodi verificatisi rispettivamente lo scorso 25 gennaio, nell’ambito di un sit in di protesta davanti alla sede della direzione generale dell’Asl in via Napoli, e il 30 dello stesso mese, davanti all’ingresso principale dell’ospedale Perrino di Brindisi. 

Le criticità segnalate dal sindacato

Il sindacato ha denunciato delle omissioni, da parte dell’azienda sanitaria, riguardo a 13 missive inoltrate per segnalare altrettante problematiche, fra cui: “criticità organizzative del reparto di rianimazione (6 aprile 2020)"; "l’atteggiamento di dirigenti medici che avevano costretto personale infermieristico a rimanere con pazienti probabilmente affetti da Covid (4 aprile 2020)”; "carenza di personale presso il Pronto soccorso dell’ospedale Perrino (9 luglio e 8 agosto 2020)”; “la mobilità interna di 5 operatori socio sanitari, tutti iscritti alla Fp Cigil (3 dicembre 2020)”. E poi: “la necessità di integrare il personale addetto alla portineria del presidio ospedaliero di San Pietro Vernotico (5 gennaio 2021)”; “la grave carenza di centralinisti (5 gennaio 2021)”; “l’anomala disposizione di mobilità di un infermiere titolare dei benefici di cui alla legge 104 (20 gennaio 2021)”. 

Sulla base della documentazione presentata dall’Asl, però, il giudice non ha ravvisato alcuna condotta omissiva “suscettibile di svilire l’attività sindacale o idonea a pregiudicare l’effettivo esercizio delle prerogative sindacali”. L’azienda sanitaria ha infatti dimostrato di aver fornito riscontro a numerose lettere provenienti dal sindacato e di aver preso in considerazione le segnalazioni dalla Fp Cgil. A proposito delle criticità nel reparto di Rianimazione, ad esempio, l’Asl inoltrò al direttore dell’unità operativa la diffida della ricorrente, "invitandolo ad ottemperare alle disposizione fornite”. Hanno avuto altresì riscontro, fra le altre, le note aventi ad oggetto l’implementazione dell’organico addetto al servizio di portineria, nonché quella concernente la mobilità del personale  di comparto. Vi sono inoltre delle note che l’Asl ha sostenuto di non aver ricevuto e che il sindacato non ha provato di aver inviato. 

Il sit in e l'accesso negato in ospedale

Secondo il giudice sono infondate anche le accuse rivolte all’Asl per i fatti verificatisi all’esterno della sede di via Napoli e davanti all’ingresso dell’ospedale Perrino. Il 25 gennaio 2021, il sindacato organizzò un presidio permanente davanti agli uffici amministrativi dell’azienda sanitaria, contro la mancata proroga dei contrati di 141 operatori socio sanitari. Sulla base di quanto denunciato dalla Fp Cgil, l’Asl serrò i cancelli “non permettendo ai manifestanti di sostare nell’area privata, antistante l’edificio” ed avvalendosi di “body guard a difesa dei cancelli chiusi”. L’Asl ha però rilevato che nella nota di convocazione del presidio inviata il 22 gennaio, “non risulta formulata alcuna richiesta di messa a disposizione dei locali aziendali”. Per il giudice è dunque “dirimente il fatto (non contestato né oggetto di alcuna specifica doglianza) che parte convenuta (l’Asl, ndr) non abbia impedito la manifestazione e che il personale Sanitaservice, addetto al servizio di portierato, abbia comunque consentito l’accesso, contingentato, di due persone per volta all’interno della struttura, nel caso di necessità”.

Il 31 gennaio, invece, una volta terminati i turni a loro disposizione, alcuni Oss precari al loro ultimo giorno di lavoro si recarono presso l’ospedale Perrino “per il disbrigo di pratiche amministrative – riporta la Fp Cgil -e per il ritiro degli effetti personali dagli armadietti”. Ma in quella occasione, da quando denunciato dal sindacato, furono “bloccati dai portieri di turno”. Inoltre fu vietato l’accesso nei locali aziendali anche alla dirigente regionale della Fp Cgil. Ma anche in questo caso i rilievi mossi dal sindacato non vengono accolti dal giudice. “Anche a voler prescindere dalla differente ricostruzione della vicenda fornita dall’Asl – si legge nella sentenza - si osserva che alcuna condotta antisindacale è ravvisabile a carico di parte convenuta, non potendosi ritenere ex se sintomatico di ciò il fatto che i rappresentanti sindacali non siano stati fatti entrare all’interno del presidio ospedaliero, tenuto conto delle note disposizioni anti-Covid (valevoli, all’evidenza, per chiunque)”. Il sindacato non ha inoltre specificato “quale fosse l’attività sindacale che i rappresentati intervenuti il 30 gennaio avrebbero dovuto esercitare e che sia stata poi di fatto pregiudicata”. 

Il ricorso è stato quindi rigettato e il sindacato condannato a pagare le spese di lite, per un importo pari a 800 euro, oltre accessori. 

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