Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Fasano

Rischia evirazione per mano della moglie

FASANO - Un sospetto assillante. Il marito tacciato d’essere fedifrago che dorme nel proprio letto e la furia che monta, ancor più nelle notti interminabili in cui i pensieri vagano in assoluta libertà. Ha pensato di fare giustizia a se stessa e al proprio matrimonio una donna fasanese che ha impugnato un coltello da cucina e ha tentato di evirare il marito 40enne durante il sonno. L’uomo si è svegliato di soprassalto, è corso in ospedale.

FASANO - Un sospetto assillante. Il marito tacciato d'essere fedifrago che dorme nel proprio letto e la furia che monta, ancor più nelle notti interminabili in cui i pensieri vagano in assoluta libertà. Ha pensato di fare giustizia a se stessa e al proprio matrimonio una donna fasanese che ha impugnato un coltello da cucina e ha tentato di evirare il marito 40enne durante il sonno. L'uomo si è svegliato di soprassalto, è corso in ospedale.

Aveva ferite ai genitali che per fortuna non erano gravissime: sono state medicate dai medici del Pronto soccorso dell'ospedale "Umberto I" con qualche punto di sutura. L'uomo è stato poi dimesso con prognosi di pochi giorni e prescrizioni rigide per almeno un paio di mesi sull'eventualità di tornare a praticare l'ars amatoria.

La notizia è sicuramente di quelle un po' originali che sono state veicolate in fretta dal mormorio di paese. I carabinieri della compagnia di Fasano non sono stati investiti formalmente dell'incarico di accertare fatti e responsabilità. La prognosi è inferiore ai 25 giorni e quindi non si procede d'ufficio ma soltanto se la vittima deciderà di querelare la moglie "violenta". I militari dell'Arma sono stati comunque informati della vicenda.

I fatti sono chiari e sono stati ricostruiti anche grazie al racconto del 40enne, un uomo come tanti, conosciuto come una persona tranquilla nella sua cittadina. La donna avrebbe utilizzato un coltello da cucina per colpirlo quando non era in grado di reagire. Risvegliato bruscamente dal dolore, il presunto "traditore" (nessuno sa se la vendetta sia stata attuata per fatti realmente accaduti oppure solo per una ossessione in forma ipotetica) è corso dai medici del nosocomio.

Non si sa se abbia fatto poi ritorno sotto lo stesso tetto coniugale in cui gli è stata inflitta una punizione orribile, quale che fosse la sua colpa. Si sa che per fortuna non corre pericolo di vita. E che, complice il folle gesto di una donna fuori di sé per la gelosia, i suoi fatti privati sono ora di pubblico dominio.

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