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Uno dei pizzini sequestrati nell'inchiesta della Dda

Uno dei pizzini sequestrati nell'inchiesta della Dda

“Devo scannare tutti: se esce un cantiere dovete prenderlo con Ghemon”

Tra sfoglie e telefonate dal carcere, Martena chiama a raccolta e manda gli ordini per le estorsioni: “Pescherecci, cantieri e zona industriale”. E gestione dei parcheggi: “Vi faccio fare gli economisti”. Il pentito Sandro Campana incastra anche il fratello Antonio

BRINDISI -  “Se esce un cantiere, voi dovete andare e ve lo dovete prendere, io voglio andare in tutti i posti, adesso dovete fare gli economisti, parlo con Ghemon e gli altri”. Per chi non obbediva, la soluzione era una: “Devo scannare  tutti”.  Per questo era necessaria la chiamata a raccolta dal carcere, “oltre le mura” (da qui il nome dell’ultimo blitz dell’Antimafia) allo scopo di affiliare nuove leve nella Sacra Corona Unita, tramite sfoglie e qualche volta via telefono. Ai pizzini ereditati dai “vecchi” che volevano mettere da parte, si sarebbero aggiunti contatti moderni per  gestire il denaro e “fare gli economisti”. Parcheggi, estorsioni ai pescherecci, alle imprese della zona industriale, ai cantieri edili.

I ruoli contestati a Martena e Campana

 Raffaele MartenaErano pronti al salto di qualità, i detenuti Raffaele Martena e Antonio Campana, nel periodo in cui erano ristretti nel carcere di Terni, mesi durante i quali potrebbero aver avuto anche la disponibilità di un telefonino. Cellulare mai trovato.

"Il primo che parla, lo mandi in ospedale"

Quel che è stato accertato e contestato è che il duo aveva “ricostruito un gruppo di stampo mafioso” tra Brindisi e i comuni della provincia “sino al mese di dicembre 2017”. La Scu contemporanea, dei nostri giorni, nonostante gli arresti con condanne pesanti, inflitte tanto a Martena quanto a Campana. Non hai mai mostrato un segno di cedimento. Eppure Campana, 39 anni, è stato condannato al carcere a vita per l’omicidio di Massimo Delle Grottaglie, in concorso con Carlo Gagliardi (estraneo all’inchiesta della Dda), avvenuto il 16 ottobre 2001. Martena, a fronte dei suoi 32 anni, ne ha collezionati già 14 di reclusione per appartenenza alla Scu sino al mese di maggio 2016.

Antonio Campana-2Il ruolo di vertice è stato contestato a entrambi, partendo dal contenuto delle sfoglie sequestrate nei mesi di indagini, per aggiungere i verbali dei collaboratori di giustizia. Dal primo, in ordine di tempo, Ercole Penna, sino ad arrivare all’ultimo, Sandro Campana, fratello di Antonio e Francesco Campana.

I verbali dei pentiti: Sandro Campana

Nell’ordinanza firmata dal gip di Lecce Carlo Cazzella, sono riportati anche i nomi dei pentiti a conferma della descrizione della “pericolosità sociale degli indagati”, evidenziata nella richiesta di arresto dei pm del pool di Antimafia, guidato da Leonardo Leone de Castris. Fra tutti, si fa riferimento a quanto dichiarato da Sandro Campana (nella foto in basso), proprio in considerazione del grado parentale: dopo aver incastrato il fratello Francesco, condannato all’ergastolo, avrebbe riferito dell’”assiduo impegno dal carcere di Raffaele Martena, già affiliato a Vincenzo De Giorgi, nella gestione del traffico di sostanza stupefacenti”.

La droga ordinata al telefono

Il 13 luglio 2017 veniva registrata una conversazione in carcere tra i detenuti a Terni, Rosafio Jury e Fabio Arigliano, detto Ghemon, il quale si lamentava dell’aumento dei prezzi e per questo veniva subito invitato da Martena a trattare per ottenere uno sconto e a porgere i saluti a un uomo chiamato “Orso”.

Ma la Scu di Martena e Antonio Campana puntava ad altro: volevano diventare “economisti”. E’ scritto così in una delle trascrizioni delle intercettazioni ascoltate e riportate, in breve, nel provvedimento di arresto.

Estorsioni ai pescherecci e alle aziende

CAMPANA SANDRO (1)Sempre il 13 luglio, attorno alle 23, “Antonio Campana viene contattato dallo zio Igino Campana per riferirgli che Ronzino De Nitto era disposto a versare 200-250 euro, assicurandogli fedeltà”. “Non ti preoccupare, lo sai che finché posso, ti aiuto ogni mese, non mi sono scordato di te”. E ancora: “Tranquillo che un piatto a tavola ce l’hai”. A sua volta, Campana, “lo informava di aver dato ordini sul rastrellamento di proventi presso i pescherecci e la zona industriale”. Attività sulle quali la Sacra Corona Unita, in passato, era riuscita a mettere le mani. “Io, in passato, prendevo i soldi, ce li dobbiamo riprendere”, dice Campana.

Campana, sempre secondo l’accusa, “dava disposizioni al fidato zio per rinsaldare le fila tra i vari adepti, incaricando in prima battuta, di convocare un ragazzo di Brindisi, ai domiciliari, di nome Yury, rintracciabile a Sant’Elia, nella zona del collegio”. I pm della Dda ritengono che si tratti di “Rosafio Jury, il quale non perdeva tempo a mettersi in contatto fornendo alcune informazioni su rappresaglie poste in essere dai fratelli Andrea e Vincenzo Polito, in maniera piuttosto anarchica”. Martena replicava con “tono categorico, dicendo che era necessario ricondurli  sotto il suo controllo, poi invitava Jury a prendere di mira il soggetto che gestisce negozi a Brindisi, Lecce e Mesagne”.

La gestione dei parcheggi

Campana, inoltre, poneva l’accento sull’esigenza di “tenere sotto controllo i proventi delle attività illecite”: “devono capire che dobbiamo prendere noi le cose, a fine mese quello che ci arriva dividiamo”. Bisognava, inoltre, riprendere la gestione dei parcheggi, avendo “Rosafio confermato che da settembre 2017 il gruppo avrebbe preso in carico l’area attorno allo stadio.

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