Bancarotta e corruzione, torna in libertà l’ex sindaco Renna

Il Tribunale del Riesame di Lecce annulla l’ordinanza di custodia ai domiciliari, così come chiesto dall’avvocato Manfreda. Le accuse mosse nell'inchiesta sul fallimento della partecipata Fiscalità locale

Maurizio Renna, ex sindaco di San Pietro Vernotico

SAN PIETRO VERNOTICO – Libero anche l’ex sindaco di San Pietro Vernotico, Maurizio Renna, finito ai domiciliari il 4 giugno scorso con le accuse di bancarotta, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti, nell’inchiesta sul fallimento della società partecipata Fiscalità locale, delegata alla riscossione dei tributi.

Il Riesame

Massimo Manfreda-2Nella mattinata odierna, il Tribunale di  Lecce, in funzione di Riesame, ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Renna, accogliendo in toto il ricorso discusso dall’avvocato Massimo Manfreda (nella foto accanto). Il penalista, all’indomani dell’interrogatorio di garanzia reso dall’ex primo cittadino, evidenziò non solo l’assenza di concrete esigenze cautelari, ma la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. Il Riesame, evidentemente, è stato dello stesso avviso, così come per il sindaco Pasquale Rizzo, difeso dall’avvocato Gianvito Lillo, il primo a discutere il ricorso dopo la notifica dell’ordinanza di custodia.

Rizzo, come si ricorderà, è stato rimesso in libertà nella giornata di ieri, assieme a Luigi Conte, presidente del consiglio di amministrazione di Fiscalità locale, assistito dagli avvocati Oreste Marzo e Carlo Carrieri.

Le motivazioni alla base della decisione del Tribunale di Lecce saranno note fra 45 giorni. Solo allora sarà possibile conoscere sulla base di quali elementi il collegio è arrivato a conclusioni opposte rispetto al convincimento del gip del Tribunale di Brindisi e dei pubblici ministero Luca Miceli e Pierpaolo Montinaro, titolari del fascicolo d’inchiesta.

L'accusa di corruzione

Renna era finito ai domiciliari, oltre che con l’accusa di bancarotta, anche per corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio in concorso con Cosimo Delle Donne, responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, e Pietro Caputo, rappresentante legale della coop  ‘Ad Maiora con sede in San Pietro Vernotico, entrambi rimasti a piede libero. La contestazione è riferita alla “gara per l’affidamenti del servizio di sfalcio di erbe nella zona 167, a Campo di Mare e in piazza Europa.

Nella lettura data dai pm Delle Donne, “determinato da Renna” avrebbe affidato a Caputo il servizio per un importo di 4.941. E avrebbe anche affidato, sempre a Delle Donne, “in modo diretto, l’esecuzione delle opere relative alla sostituzione di un contenitore per l’acqua presso il cimitero comunale, per 1.160,95.

Da Caputo, stando a quando contestato nell’ordinanza, avrebbe ricevuto “l’affidamento ovvero la promessa di affidamento di parte dei lavori” a due persone, una delle quali identificata e residente a San Pietro Vernotico,  per un valore di  500, l’altra in fase di identificazione. Ci sarebbe stata, inoltre, “l’assoluta disponibilità ad effettuare ogni tipo di lavoro a favore di chiunque indicato dallo stesso Renna”. Quanto a Delle Donne, avrebbe ottenuto il “taglio di arbusti nella sua abitazione”.

Turbata libertà degli incanti

Guardia di finanza al municipio di San Pietro Vernotico-2-2-3L’indagine ha portato anche alla contestazione dell’ipotesi di turbata libertà degli incanti, in concorso, nei confronti di Maurizio Renna, Cosimo Delle Donne, responsabile dell’ufficio tecnico, Maria Mariano, dipendente dello stesso ufficio,  e Pietro Caputo, della coop Ad Maiora,  con riferimento alla “gara relativa allo sfalcio delle erbe infestanti con successiva pulizia dei luoghi, oltre alla raccolta ed al trasporto del materiale delle operazioni, in Piazza Europa, nelle aiuole della Zona 167 e presso la Marina di Campo di Mare”.

La gara venne “indetta da Delle Donne il 21 giugno 2017 , con convocazione di tre ditte, mediante richiesta di offerta che, secondo l’accusa, sarebbe stata “artatamente predisposta da Mariano e dallo stesso Delle Donne, sulla base delle direttive formulate dal sindaco Renna già il 5 giugno, allo scopo di favorire Caputo. Dalla documentazione in fase di perquisizione negli uffici del Municipio, risultano gli inviti anche alle ditte Appalti e gestione del verde ed Eurovivai di Rinaldi Stefano & C sas, entrambe con sede a Napoli. Sarebbero state scelte “in quanto molto distanti e assolutamente disinteressate alla gara”. In effetti non parteciparono. La gara venne aggiudicata a Caputo la cui ditta, “aveva già svolto e terminato i lavori prima dell’assegnazione”.

Nei confronti di Delle Donne e Mariano è stata contestata “l’aggravante di aver commesso il fatto quali persone preposte dalla legge o dall’Autorità agli incanti o alle licitazioni”, per Renna c’è “l’aggravante di aver commesso il fatto con violazione dei doveri inerente a una pubblica funzione o ad un pubblico servizio”.

Il ricorso dei pm

Nella giornata odierna è prevista la discussione del ricorso dei pm per ottenere gli arresti domiciliari di Luigi Ventrella, indagato nello stesso troncone, con l’accusa di furto di un quadro e della fascia tricolore dall’ufficio del sindaco. Gli episodi contestati all’indagato, difeso dall’avvocato Domenico Valletta, sono stati ricostruiti partendo da alcune intercettazioni disposte nelle indagini sul fallimento di fiscalità locale.

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