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Parcheggi Pennagrossa, che confusione: ora il Comune revoca

L'impostazione data dal Comune di Carovigno alla nascita di una rete di parcheggi lungo la costa di sua competenza sta cominciando a implodere, e a danno dei privati che hanno investito in queste operazioni

CAROVIGNO – L’impostazione data dal Comune di Carovigno alla nascita di una rete di parcheggi lungo la costa di sua competenza sta cominciando a implodere, e a danno dei privati che hanno investito in queste operazioni. L’ultimo avvenimento è la sospensione provvisoria dell’autorizzazione per la particella interna al perimetro dell’Area marina protetta di Torre Guaceto alla società D&A, che l’1 giugno aveva ricevuto l’ok della Provincia, la quale aveva escluso la sottomissione del progetto a Valutazione di incidenza ambientale (Vinca) col presupposto che nel raggio di un chilometro non vi fosse un altro parcheggio autorizzato, quesito posto dalla stessa Provincia al Comune di Carovigno, ma rimasto senza risposta.

Invece nel raggio di un chilometro esiste un altro parcheggio autorizzato, quella della Locopark, per la quale non sono state avviate procedure di Vinca o Via. La Provincia aveva sottolineato che il parere favorevole al progetto D&A sarebbe stato ritirato nel caso fosse emersa la condizione ostativa della presenza di altre aree autorizzate nel raggio di un chilometro, e alla fine il Comune di Carovigno si è mosso prima che lo facesse l’Ufficio ecologia e ambiente di Palazzo De Leo. Ma per ora ha solo revocato l’autorizzazione alla D&A, la società che ha le carte in regola. La reazione della D&A, che si sente ingiustamente penalizzata, è stata l’immediata impugnazione con richiesta di sospensiva del provvedimento del Comune di Carovigno.

Dove sta l’origine di tutti questi problemi. Il primo errore è stato non procedere per tempo con un regolare bando come è previsto dalla nuova normativa sugli appalti per operazioni superiori ai 200mila euro, fatturato complessivo abbondantemente superato da tutti i parcheggi privati autorizzati sulla costa di Carovigno, ma anche solo da quelli di Pennagrossa. L’amministrazione comunale ha scelto invece la strada del bando per le manifestazioni di interesse.

Il secondo errore, malgrado le indicazioni ricevute da parte della Regione Puglia, è stato quello di non sottoporre da parte del Comune a Valutazione di impatto ambientale l’intera rete dei parcheggi. Nella consapevolezza di ciò, e dovendo operare sia a ridosso del confine dell’area dell’Amp di Torre Guaceto, che all’interno con la frazione del vecchio parcheggio sufficiente per un numero limitato di auto (175), la società A&D aveva avviato con la Provincia la procedura di propria competenza, vale a dire quella della Valutazione di incidenza ambientale, e ricevutone il parere aveva avviato l’attività all’interno del perimetro dell’Area marina protetta (ha un altro terreno in fitto all’esterno, attiguo a quello della Locopress, ma che a differenza di questo non rientra nel famoso raggio di un chilometro).

E adesso, ad estate avviata, la situazione è confusa, segnata da incertezza e anche di conflittualità tra società, visto che il Comune pare abbia sospeso l’autorizzazione alla D&A dopo un  esposto della Locopress. Intanto la politica locale trova la sua ricomposizione attorno alle vicende di Carovigno, a cominciare dalla gestione della riserva di Torre Guaceto. Al momento si tratta di ipotesi legate ad indiscrezioni, ma l’attuale presidente del Consorzio di gestione, l’ingegnere Enzo Epifani, pare destinato ad un importante incarico nell’amministrazione Brandi, mentre alla testa del Consorzio lo rimpiazzerebbe il consigliere comunale Antonio Pagliara, impegnato nella promozione dell’Olio del Parco, prodotto dalla cooperativa di Serranova, uno dei must della riserva naturale di Torre Guaceto. Per il momento, solo voci.

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