Cronaca Mesagne

Sigilli all'impero di un imprenditore siciliano con interessi anche a Mesagne

Le quote di una società di Mesagne rientrano nel calderone dei beni mobili e immobili, partecipazioni e società, per un valore complessivo di circa 135 milioni di euro, sequestrate a un imprenditore siciliano, Pietro Mollica, indagato per reati fallimentari e trasferimento fraudolento di valori

MESAGNE – Le quote di una società di Mesagne rientrano nel calderone dei beni mobili e immobili, partecipazioni e società, per un valore complessivo di circa 135 milioni di euro, sequestrate a un imprenditore siciliano, Pietro Mollica, indagato per reati fallimentari e trasferimento fraudolento di valori. Da quanto appurato dai finanzieri del comando provinciale di Roma, Mollica, attraverso una pletora di prestanome, aveva sotto il suo controllo numerose aziende in tutta Italia. Alcune di queste si sono aggiudicate appalti pubblici di grande rilevanza.

Partite nel 2014, su delega della procura della Repubblica di Roma, le indagini hanno confermato l'esistenza di una struttura criminale gerarchicamente organizzata e capeggiata da Mollica, il quale, con il paravento di numerose società formalmente amministrate da prestanome è  riuscito nell'ultimo ventennio ad assicurarsi un elevato numero di commesse pubbliche in tutta Italia.

Le Fiamme Gialle hanno compiuto accertamenti patrimoniali su 15 persone operanti in prevalenza nel settore edile per aggredire i patrimoni illeciti. Sono stati sequestrati il patrimonio aziendale e i beni di 10 società, con sedi a Roma e Venezia; quote di 3 società con sedi legali ad Anzio (Roma), Mesagne e nel Regno Unito; 40 unità immobiliari situate a Roma e in provincia di Messina e di Varese; 11 auto e motoveicoli; rapporti bancari, postali, assicurativi e azioni per un valore di circa 135 milioni.

La cattiva gestione ha tra l'altro secondo la Finanza condotto al crack del consorzio romano Aedars Scarl, dichiarato fallito a maggio scorso; nel decennio 2003-2013 si era aggiudicato una serie di importanti appalti pubblici, su scala nazionale, tra cui spiccano le commesse, allo stato in fase di esecuzione, indette dall'Ufficio del Commissario Straordinario Delegato per il rischio idrogeologico nella Regione Calabria, dall'Adr (Aeroporti di Roma), dall'Anas spa-Sicilia, dalla Regione Sardegna, dalla Provincia di Reggio Calabria, dalla Provincia di Siracusa, dai Comuni di Sessa Aurunca (Caserta), Rosarno (Reggio Calabria) e Ciampino (Roma), con un valore attuale degli appalti già vinti pari a complessivi euro 118.339.716,00. In tale ambito lo scorso 10 marzo lo stesso Mollica e' stato sottoposto a due distinte misure cautelari e portato in carcere a Regina Coeli, a Roma.

Rilevanza è  stata attribuita agli stretti rapporti personali e d'affari intercorsi, nel tempo, tra l'imprenditore e alcuni soggetti legati a diverse consorterie malavitose, anche di matrice mafiosa, tra i quali, in particolare, spiccano gli imprenditori Francesco Scirocco, interno al clan messinese di Cosa Nostra dei Barcellonesi, tra i soci fondatori dello stesso Consorzio Aedars; Vincenzo D'Oriano, pregiudicato mafioso e presunto affiliato al clan camorristico dei Cesarano, amministratore di fatto di una delle consorziate dell'ente.

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