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I campi fotovoltaici delle società indagate

I campi fotovoltaici delle società indagate

Staccata la spina agli impianti sequestrati

BRINDISI – I ventisette parchi fotovoltaici sequestrati sparsi tra Brindisi (21, situati in contrada Conella), Tuturano (nel Sito di interesse nazionale perché area inquinata), Torre Santa Susanna e Cellino San Marco estesi su 120 ettari e della potenza complessiva di 37 Mw, sono stati staccati dalla rete.

BRINDISI – I ventisette parchi fotovoltaici sparsi tra Brindisi (21, situati in contrada Conella), Tuturano (nel Sito di interesse nazionale perché area inquinata), Torre Santa Susanna e Cellino San Marco estesi su 120 ettari e della potenza complessiva di 37 Mw per un valore stimato pari a 150 milioni di euro che sono stati sequestrati nell'ambito della maxi operazione denominata Black Out che all'alba di oggi ha portato all'arresto di 12 persone tra Messina, Roma e Brindisi, sono stati tutti staccati dalla rete (video).

Erano stati realizzati con un illecito frazionamento, un metodo che consentiva di aggirare la normativa regionale protempore che sottoponeva ad autorizzazione solo la realizzazione di impianti di potenza superiore a 1 Mw, e fruire così indebitamente degli incentivi economici previsti dalla legge. In questo caso gli impianti sequestrati hanno fruttato 7 milioni di euro e ne avrebbero fatti intascare altri 303. Tutti erogati dallo Stato.

Naturalmente è già stata avviata la procedura di sospensione degli incentivi non ancora erogati. Da quanto ha assicurato il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Brindisi durante la conferenza stampa, il colonnello Vincenzo Mangia, “bloccando tutte le somme di natura finanziaria, il danno è stato evitato e lo Stato non ci ha rimesso nulla”.

Le persone destinatarie del provvedimento di arresto sono I. J. R. L. 40 anni, ricercato e coinvolto in altre inchieste sul fotovoltaico tra cui, con ruolo marginale, quella che ha riguardato lo sfruttamento di manodopera straniera, i cosiddetti “schiavi del fotovoltaico” da parte della società Tecnova, e anche nello scandalo che ha portato al fallimento della Suntech Europa, colosso del fotovoltaico quotato a Wall Street.  L’operazione di oggi condotta dai miliari del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Brindisi, dal Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri e dal Corpo Forestale dello Stato, sotto la direzione del procuratore aggiunto di Brindisi, Nicolangelo Ghizzardi, è una delle prime in cui viene contestata agli indagati anche l’associazione per delinquere (Le ordinanze sono state emesse dal gip Paola Liaci).

Complessivamente sono 24 le persone sottoposte a indagine. Gli altri reati contestati sono: indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, falsità in certificazioni, falso in atto pubblico (per aver falsamente attestato al Comune di Brindisi e alla Gse la conformità degli impianti alla normativa urbanistica e la loro ultimazione entro la data del 30 dicembre 2010, allo scopo di fruire dei maggiori incentivi economici pubblici di cui al secondo conto energia che prevedeva tariffe incentivanti maggiori rispetto ai successivi conti), abusivismo edilizio (per aver realizzato gli impianti senza autorizzazione regionale e paesaggistica e per aver realizzato una lottizzazione abusiva con trasformazione urbanistica illecita del territorio mediante la stipula di 21 contratti di locazione dei suoli di durata 20ennale, equivalente alla durata tecnologica degli impianti), responsabilità amministrativa delle società coinvolte.

Da quanto è stato accertato dagli investigatori nel corso delle indagini (durate da gennaio 2011 a settembre 2013), la realizzazione dei 27 parchi fotovoltaici illegali ha comportato una massiva modificazione della destinazione agricola dei suoi interessati in violazione alla normativa sulla programmazione urbanistica del territorio e sulla tutela dell'ambiente.

Nel dettaglio il Nucleo di Polizia tributaria di Brindisi diretta dal maggiore Gabriele Sebaste, ha eseguito l'ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti dei 12 soggetti attinti e il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, delle somme di tre impianti fotovoltaici del valore di 16 milioni di euro. Il Nucleo operativo ambientale dei carabinieri, diretti dal maggiore Nicola Candido, ha eseguito il sequestro di 21 impianti fotovoltaici e il Corpo forestale dello Stato ha eseguito il sequestro preventivo di tre parchi.

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