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L'attentatore preme il telecomando

L'attentatore preme il telecomando

“Una bomba pensata per una strage”

BRINDISI – Giovanni Vantaggiato, il bomber, dice che non voleva fare del male a nessuno? Il pm Guglielmo Cataldi attacca questa posizione dell’imputato già nella prima parte della pro

BRINDISI - Giovanni Vantaggiato, il bomber, dice che non voleva fare del male a nessuno? Il pm Guglielmo Cataldi attacca questa posizione dell'imputato già nella prima parte della propria requisitoria (video). L'ordigno confezionato dal commerciante di carburanti di Copertino era idoneo a determinare una strage, sia per la sua potenza, che per la sua collocazione. Non ci sono dubbi, per il rappresentante dell'accusa, che l'imputato avesse programmato e deciso di compiere un attentato con pesanti conseguenze sulle persone.

"Le foto scattate dopo l'attentato danno una rappresentazione dello stato dei luoghi in cui vedrete Beirut, una città devastata. Dai dvd - ha detto il pm alla Corte - potrete vedere il momento dell'esplosione, vedrete la Punto Evo che salta in aria. Quel famoso filmato in cui Vantaggiato, preme e poi si allontana. E vedrete che al di là del chiosco si allontana accompagnato dai detriti. Pezzi di ordigno furono trovati in via Sant'Angelo, vicino a un punto Snai, a circa 200-300 metri dal luogo dell'esplosione".

Che cosa vi devo dire per dimostrare che l'ordigno era idoneo a provocare una strage, era un mezzo che per sua natura indica la volontà dell'imputato di cagionare la morte di un numero indeterminato di persone? Queste che vi riporto le parole della Cassazione: quando si lavora sul delitto di strage, si lavora per prima cosa sullo strumento utilizzato. La strage c'è quando si verifica una diffusività dell'azione criminale. La collocazione dell'ordigno avviene proprio dove c'è l'ingresso pedonale", ha sottolineato il pubblico ministero.

"Un affollamento umano c'era sempre. Vantaggiato sapeva bene che era un flusso di persone incontrollabile quello che transitava davanti alla scuola. E' la prova provata che voleva uccidere, non Melissa, Vanessa. Ma qualunque persona", ha insistito l'accusa. "All'una e ventisette iniziano i lavori di collocazione della bomba. Quando la Twingo con a bordo due testimoni passa, c'era Vantaggiato. All'una e trentaquattro si nota un uomo che passa davanti ai giardinetti, si trattiene venti secondi".

"Al mattino successivo, quella fresca giornata di maggio quando apre la scuola. Alle 7.03 la telecamera del ponte Sant'Angelo vede la Sonica che poi sapremo essere intestata a una delle figlie di Vantaggiato Giovanni. Alle 7.07 viene ripresa dal chiosco. Arriva in zona, in quel momento in zona non c'era nessuno. La Sonica gira, evidentemente aspetta che arrivi qualcuno. Alle 7.14, si vede dalle telecamere del chiosco il panino dei desideri, si vede Vantaggiato che fa un sopralluogo. Impiega 12 secondi, controlla la via di fuga, ritorna indietro", riassume per la Corte il pm Cataldi.

Anche qui Vantaggiato poteva far esplodere la bomba, "ma non lo fa: attendeva che la zona si riempisse - deduce il magistrato della Dda di Lecce - . Attende, con un atteggiamento agghiacciante. Alle 7.27 la stessa Sonica passa di nuovo davanti a scuola. Alle 7.31 si vede la Sonica che svolta a sinistra. Alle 7.31 Vantaggiato svolta, parcheggia, si avvicina al chiosco. E' stato molto attento a questo momento, come quando una persona lancia un elefante su una cristalliera. C'è un continuo via vai di persone. Poi passa qualcuno, passa un'altra persona dal passaggio pedonale della scuola. Poi Vantaggiato pigia la prima volta. Altre persone attraversano le strisce. Poi l'esplosione e lui si allontana subito dopo". Chi fa ciò in un contesto simile, non può difendersi dicendo che non voleva fare del male.

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