Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Torchiarolo

Xylella, "compiuto abuso sul territorio a danno della salute pubblica"

Ancora una volta la comunità di Torchiarolo, 5mila anime appena, si è dimostrata unita. C’erano posti in piedi per ascoltare quello che gli ormai esperti in materia di Xylella avevano da comunicare, spiegare, approfondire 

TORCHIAROLO – “Il piano Silletti è abusivo”, lo ha detto il gip che ha firmato l’ordinanza di sequestro preventivo d’urgenza degli ulivi salentini nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura di Lecce sulla gestione in Puglia dell’emergenza Xylella, in cui figurano 10 indagati tra cui l’ex commissario straordinario Giuseppe Silletti che il 24 dicembre ha rassegnato le dimissioni. Lo hanno ripetuto nell’incontro con la cittadinanza che si è tenuto giovedì sera (14 gennaio) nell’aula Valesio del Comune di Torchiarolo il giornalista Luigi Russo e i legali Nicola Grasso, Mario Mancini e Maurizio Buccarella dove è stata ripercorsa tutta la battaglia condotta da cittadini e attivisti per fermare l’abbattimento degli ulivi che si pubblico torchiarolo-2ritiene siano affetti da Xylella, il batterio che ne provoca il disseccamento. È stato ancora una volta ricordato, con carte alla mano (questa volta quelle della procura) come sia stato attuato, nel corso degli anni un vero e proprio abuso sul territorio pugliese. A partire dal 2013 quando un gruppo di studiosi, analizzano la lebbra degli ulivi si chiese se non si trattasse di Xylella.

Ancora una volta la comunità di Torchiarolo, 5mila anime appena, si è dimostrata unita. C’erano posti in piedi per ascoltare quello che gli ormai esperti in materia avevano da comunicare, da spiegare, da approfondire Luigi Russo ha spiegato come dal lontano 2002 quando alcuni contadini si rivolsero alla Regione per chiedere di trovare una soluzione alla lebbra dell’ulivo si è giunti nel 2013 a parlare di Xylella passando da sperimentazioni con prodotti chimici non autorizzati che hanno impoverito e indebolito il terreno tanto da rendere vulnerabili anche gli alberi di ulivo.

“In circa 25/30 anni dove sono state eseguite le sperimentazioni per combattere la cosiddetta peste dell’ulivo, la sostanza organica nel suolo è diventata dell’1 per cento, questo significa che siamo in un suolo deserto. Dove sono state fatte sperimentazioni dal 2002 al 2006, ma anche dopo, con prodotti chimici non autorizzati la terra non esiste più. Se voi mettete le mani sotto la terra non trovate più i lombrichi, è morto tutto e pubblico torchiarolo3-2quei poveri alberi chissà come hanno fatto anche a resistere. Da Cerano in giù, inoltre, nei terreni sono stati trovati metalli pesanti: Nichel, Piombo, Rame. Mercurio, Cobalto e molto altro, (lo dice un rapporto che sta presentando l’Asl) il Salento è stato bombardato da prodotti chimici. È per questo che abbiamo tanti problemi di salute. Se è aumentato del 38 per cento il numero di persone colpite da tumore cosa può essere successo alle povere piante? Si ammalano le persone e non si ammalano le piante? Smettiamo di mettere chimica e vedrete che le persone avranno meno tumori”.

Nicola Grasso, docente universitario, che ha curato la parte relativa ai ricorsi, ha spiegato come la difesa degli ulivi, del paesaggio più in generale, sia un elemento essenziale per una comunità, essenziale per chi vive su un certo territorio, perché è un elemento culturale che accomuna tutti: “quando si parla di cultura, di beni culturali, di beni paesaggistici, parliamo di qualcosa che è una testimonianza di civiltà, che appartiene a tutti coloro che vivono su un territorio. Quello che appartiene alla memoria appartiene a tutti, questo è importantissimo e di questo sono grato alla cittadinanza di Torchiarolo, perché la cittadinanza di Torchiarolo in tutta questa battaglia legale ha avuto un grandissimo ruolo: è stato lo scoglio, lo zoccolo duro, resistente e insormontabile, su cui si sono scontrati i pubblici poteri. E solo grazie alla velocità, alla risolutezza e all’orgoglio della cittadinanza di Torchiarolo che oggi siamo a questo punto, si tratta di una realtà unica nel panorama salentino. Il risultato straordinario è che nel territorio di Torchiarolo non c’è stato un ulivo abbattuto contro la volontà dei proprietari”.

Uniti anche nella vicenda che ha interessato tre concittadini che poco prima di Natale si sono visti recapitare un decreto penale di condanna per incontro torchiarolo-2aver organizzato una manifestazione in luogo pubblico senza aver dato preavviso di tre giorni al questore, così come prevede la legge. Secondo i legali la Digos “avrebbe esagerato". 

"I cittadini sono stati condannati nell’esercizio sacrosanto di un diritto che è quello di manifestare. Abbiamo semplicemente combattuto contro un piano abusivo”, ha aggiunto Luigi Russo.

La manifestazione fu organizzata nel giro di poche ore da quasi tutta la cittadinanza “Proprio per la forza della battaglia, per la giustizia della battaglia fu una manifestazione spontanea, a cui parteciparono circa 200 persone, nessuna condanna può derivare da questo comportamento, altrimenti due sono le cose: o nessuno può essere punito o tutti devono essere condannati – ha spiegato Mario Mancini – perché c’è stata una istintiva partecipazione a questa manifestazione. Ci sarà un processo vero e proprio, spero che molti di voi verranno a spiegare al giudice come si è svolta la manifestazione, come è stata pacifica”. Un provvedimento, quello della Digos, che secondo i legali si sarebbe potuto evitare. Si combatteva tutti insieme per difendere il territorio, senza violenze.

Intanto i senatori M5s dopo la mozione di sfiducia nei confronti del ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, chiedono una commissione di inchiesta parlamentare perchè si faccia luce su quella che definiscono la "gestione fallimentare" della "presunta emergenza Xylella" in Puglia. Xylella pala meccanica-2Secondo i pentastellati, "l'inchiesta della procura di Lecce ha svelato un quadro inquietante sulla presunta 'emergenza Xylella' in Puglia, in quanto nessuna ricerca scientifica ha ancora provato il nesso di causalità  tra il disseccamento degli ulivi e il batterio da quarantena. Dopo le dimissioni del commissario straordinario Silletti per i senatori M5S, è ora che il ministro Martina si assuma la responsabilità politica di questo disastro e vada a casa. Il Movimento 5 stelle ha presentato in Senato una mozione di sfiducia per il titolare del Mipaaf: i molteplici errori di valutazione e le false comunicazioni alla UE, rivelano le gravi responsabilità politiche, amministrative ed omissive di controllo del ministro".

"La fallimentare gestione della presunta "emergenza Xylella" in Puglia da parte del ministro Martina e dell'ex commissario straordinario Silletti, ora indagato dalla magistratura, impone alla politica di non restare a guardare. Abbiamo presentato in Senato la richiesta di una Commissione di Inchiesta Parlamentare monocamerale che faccia luce sulla gestione del caso Xylella a tutti livelli: governo, regione, università'". Lo ha annunciato nel corso di una conferenza stampa la senatrice M5S Daniela Donno, capogruppo in commissione agricoltura e prima firmataria della richiesta. "Il Movimento 5 stelle ha sollevato sin dall'inizio dubbi circa la gestione della presunta emergenza - ha spiegato la senatrice - dopo aver battuto il territorio salentino al fianco degli agricoltori e gli ovicoltori che difendevano gli ulivi dalle ruspe, abbiamo ritenuta necessaria l'istituzione di una commissione che avrà poteri inquirenti per fare luce sulla serie di incongruenze e di lacune nella gestione di tutta la vicenda Xylella, fatti che stanno emergendo grazie anche all'azione della magistratura salentina" ha spiegato.

Nel corso della conferenza stampa nella quale sono intervenuti i senatori pentastellati Elena Fattori, Mario Giarrusso e la consigliera regionale torchiarolo scuole xylella3-3Antonella Laricchia, sono stati illustrati i contenuti dell'atto parlamentare. In particolare l'obiettivo dei 5 stelle è di "indagare per chiarire la sintomatologia del disseccamento degli alberi di ulivo, del nesso di patogenicità, delle cause e delle concause legate alla diffusione del fenomeno. Vogliamo accertare, anche, mediante puntuale ricostruzione cronologica, la fenomenologia, la presenza e l'espansione territoriale del disseccamento rapido degli ulivi" spiegano. "Vogliamo accertare anche eventuali responsabilità degli Enti scientifici ed amministrativi - nazionali e territoriali - nonche' dei laboratori coinvolti, riguardanti l'introduzione nel territorio nazionale di materiali infetti dal batterio Xylella, la gestione e movimentazione degli organismi patogeni, la compromissione della catena alimentare, la contaminazione in maniera persistente delle matrici ambientali e la connessa violazione delle norme di settore e di prevenzione della diffusione di organismi nocivi" hanno concluso i senatori pennarelli.

"Bisogna superare l'impasse sull'emergenza Xylella, tanto più che rimane solo poco più di un mese per rispondere alla lettera di messa in mora inviata dall'Ue all'Italia. Preso atto del blocco del piano Silletti disposto dalla magistratura di Lecce, che prevedeva l'eradicazione degli ulivi considerati infetti, ora è necessario trovare subito una nuova via per arginare il batterio ed evitare, contestualmente, sanzioni da parte dell'Europa". Afferma, invece, il coordinatore nazionale di Agrinsieme, Dino Scanavino.

xylella torchiarolo-2Mercoledì c'è stato a Roma l'incontro tra il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e il pool della Procura leccese guidato dal pm Cataldo Motta, "da cui è emersa la volontà di collaborare prevedendo interventi 'di concerto' sulla Xylella. Adesso perà bisogna passare al più presto dalle parole ai fatti, sia sotto il profilo della ricerca scientifica che delle azioni da intraprendere nei territori colpiti delle province di Lecce e di Brindisi, a tutela degli agricoltori danneggiati ma anche a difesa del paesaggio salentino".

Inoltre, osserva il responsabile del coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari, "resta da risolvere in tempi stretti anche la questione dell'export di materiale vegetativo florovivaistico. E' infatti opportuno, con particolare riferimento alle barbatelle, procedere con gli approfondimenti scientifici per tornare ad autorizzare la loro commercializzazione a prescindere dall'utilizzo di trattamenti di termoterapia prima della vendita".

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