Giovedì, 5 Agosto 2021
Politica

"Brindisi fuori dal Just Transition Fund, la Regione intervenga"

L'europarlamentare Caroppo: "Con il Piano nazionale di ripresa e resilienza il Governo conferma di non voler inserirla tra quelle destinatarie degli investimenti". D'Attis: "Il sindaco Rossi informi la città, carte alla mano"

BRINDISI - "La mia denuncia e il conseguente invito del commissario UE Ferreira sono rimasti inascoltati e le assicurazioni piovute da più parti si sono rivelate puntualmente infondate: anche con il Piano nazionale di ripresa e resilienza il Governo conferma di non voler inserire l’area di Brindisi tra quelle destinatarie degli investimenti del Just Transition Fund. La Regione Puglia batta un colpo e il sottosegretario Turco faccia seguire i fatti alle parole: Brindisi non può restare fuori". E' quanto chiede in una nota Andrea Caroppo (nella foto sotto), eurodeputato componente della commissione Industria, Energia e Ricerca, che a febbraio denunciò come nell'annex D del Country Report Italy 2020, relativo alla distribuzione in Italia degli investimenti del Just Transition Fund 2021-2027 collegato al cosiddetto Green New Deal, non era individuata l’area di Brindisi.

Andrea Caroppo-3

"Il 26 marzo, rispondendo alla mia interrogazione sul punto (numero 1211/2020 del 28.2.2020), la commissione UE aveva manifestato la sua disponibilità a inserire Brindisi tra i territori destinatari degli interventi precisando che, però, sono gli Stati membri (insieme alle autorità locali) a redigere i piani territoriali per gli investimenti ed a individuare, dunque, le aree destinatarie delle misure. Nonostante ciò nulla si è mosso. Anzi - spiega Caroppo - il Governo ha continuato imperterrito a lavorare solo per le aree di Taranto e del Sulcis e mai per Brindisi, considerato che prima (il 30 marzo) ha chiesto alla commissione l'assistenza tecnica congiunta per la redazione di piani territoriali che non contemplavano Brindisi (ma solo Taranto e il Sulcis) e, oggi, ha elaborato il piano per gli investimenti UE, Piano nazionale di ripresa e resilienza, che conferma ancora una volta come Brindisi non rientri nelle azioni del Just Transition Fund (per le quali sono individuate solo Taranto e il Sulcis). A questo punto suonano quasi canzonatorie la parole pronunciate non più di dieci giorni fa dal sottosegretario Turco circa l'opportunità di conciliare più strumenti di finanziamento e progettazione per Brindisi e Lecce (compreso il Jtf) se è il suo stesso governo a escludere l'area di Brindisi dagli investimenti messi in campo dall'UE. Così come si rivelano gravi dinanzi all'ostinato procedere del Governo il silenzio e la superficialità della Regione e delle altre autorità locali", conclude Caroppo.

D'Attis: "Il sindaco informi la città"

Anche il deputato brindisino Mauro D'Attis (Forza Italia) rimarca che il territorio brindisino rischia di essere escluso dall'utilizzo di Transition Fund, Cis e Recovery Plan. "Il sindaco Riccardo Rossi fino - afferma D'Attis - ad oggi si è mostrato indifferente rispetto ad una mia offerta di concreta collaborazione, a livello parlamentare, per sostenere le ragioni della città di Brindisi e si è limitato ad assicurare crediti ottenuti da vari Ministri nei suoi confronti e nei confronti di questo territorio. Il tutto, però, si è dimostrato nei fatti del tutto inesistente".

"Non è certo con comportamenti arroganti e presuntuosi che Rossi può pensare di difendere Brindisi ed è per questo che gli chiedo formalmente di informare la città sul reale stato delle cose in riferimento alla costruzione della proposta di Governo su Cis e Transition Fund. E gli chiedo di farlo ‘carte alla mano’ e non attraverso annunci e le solite dichiarazioni alla stampa, finora puntualmente smentite dagli atti ufficiali di Governo nazionale e regionale.  E’ evidente che questa volta Rossi non può fare da solo. Le sue forze sono troppo deboli e se dovesse fallire non sarebbe solo per la sua carriera politica, ma anche per la città".

Articolo aggiornto alle ore 14:57 (le dichiarazioni di D'Attis)

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