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Selezione degli scrutatori: la controreplica di Albano al sindaco

Botta e risposta fra l'ex consigliere comunale e il primo cittadino, riguardo alle modalità di selezione degli scrutatori

Riceviamo e pubblichiamo una controreplica dell'ex consigliere comunale Enzo Albano al sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, che ieri pomeriggio aveva risposto a un suo intervento sulle modalità adottate dalla commissione elettorale del Comune di Brindisi per la selezione degli scrutatori in vista delle elezioni regionali e del referendum  in programma il 20 e 21 settembre. 

Nell'avviso pubblico a firma del Sindaco Rossi di Brindisi viene stabilito, (la prego di leggerlo) che il 50 % dei 326 scrutatori necessari per le prossime elezioni, ovvero 163, fosse “scelto”, fra i cittadini con reddito familiare, non superiore al limite fissato nell'avviso, che avranno presentato domanda di disponibilità.

Il restante 50 %, ovvero gli altri 163, e tutti i sostituiti, o una percentuale maggiore in caso di insufficienza delle domande di partecipazione dei cittadini con basso reddito, “sorteggiato”, fra tutti gli iscritti all'albo. La nomina di solo 29 scrutatori con reddito basso evidenzia la scarsa partecipazione di quella fascia di cittadini, che contrasta con l'elevato livello di indigenza esistente in città. A ben vedere, nel mio intervento, ne avevo ipotizzato la possibilità a causa di una informazione di quell'avviso, che avevo ritenuto non adeguata, anche per la mancata affissione dei relativi manifesti in città. Con buona pace di chi, pur rientrando nei parametri economici previsti, non ha avuto conoscenza di quell'avviso.

Ma le chiedo di nuovo, se le domande di quella fascia di cittadini avessero superato la quota fissata di 163, come si sarebbe concretizzata quella scelta? Io in fondo chiedevo, che anche in quel caso si procedesse con il sorteggio per evitare il concretizzarsi di scelte, che potevano avere il sapore insopportabile del privilegio, di cui lei ha avuto l'opportunità di percepirne l'odore negli anni trascorsi da consigliere comunale.

Ma se in quell'avviso pubblico per l'individuazione delle due fasce di scrutatori in un caso viene utilizzato il termine “scelta” e nell'altro il termine “sorteggio”, si vuole indicare la stessa procedura? I due termini hanno lo stesso significato? Sono sinonimi? Credo proprio di no. Nella mia umiltà, convinto che nella vita si può sempre sbagliare, mi sono affidato al giudizio della Treccani. Riconosco però che potrei non aver letto bene, potrei non aver compreso pienamente il significato e, come sempre, assetato di conoscenza, sono disponibile, come diceva una canzone antica, “a imparare anche da chi non ha mai imparato”.

Ma mi permetta di consigliarle maggiore cautela e prudenza nell'emettere giudizi così negativi nei confronti di persone che non conosce pienamente, di cui probabilmente ignora l'impegno e l'attività svolta nella comunità. Anche se sono convinto che in qualche caso è estremamente difficile modificare abitudini radicate. Comprendo la sua ansia ad evidenziare in questa circostanza la sua vicinanza alle persone, che vivono una condizione di disagio. Ma ritengo che il ruolo e l'attività di una Amministrazione Comunale non può limitarsi a questo, ad offrire la vicinanza ridotta e risicata a solo 29 famiglie. Occorre ben altro e in tempi brevi, per una platea più vasta, adeguata al livello di sofferenza di questa città.

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