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Il movimento "Regione Salento" cerca truppe anche a Brindisi

BRINDISI – Passa anche da Brindisi, ovviamente, la campagna per l’istituzione della Regione Salento, e si allunga l’elenco in Puglia dei patron di emittenti televisive private che decidono non solo di mettersi alla testa, ma di promuovere campagne politiche.

BRINDISI - Passa anche da Brindisi, ovviamente, la campagna per l'istituzione della Regione Salento, e si allunga l'elenco in Puglia dei patron di emittenti televisive private che decidono non solo di mettersi alla testa, ma di promuovere campagne politiche.

Ne sa qualcosa Taranto con Giancarlo Cito che da AT6 passò al municipio. Ma recentemente il fenomeno ha perso del tutto quei caratteri populistici e traumatizzanti. Si parte dalle rivendicazioni autonomistiche e federaliste sia in politica che in economia. Luca Montrone, Telenorba, ha lanciato non molto tempo fa la protesta contro Confindustria, che le imprese meridionali dovrebbero abbandonare per palese disinteresse della confederazione degli industriali nei confronti del Sud. Adesso Paolo Pagliaro, Telerama, si mette alla testa del movimento per staccare le tre province ionico salentine dal resto della regione.

Tarantini e Messapi in verità si sono combattuti a lungo, e solo i Romani hanno messo tutti d'accordo sconfiggendoli separatamente. Ma c'è però la lunga esperienza della provincia di Terra d'Otranto in cui cercare motivazioni storiche, sociali e politiche. E se proprio si vuole guardare solo al presente e non al passato, questo pezzo di Puglia "intanto ha un nome, Salento, e non un acronimo come la Bat, e ha una popolazione residente che la collocherebbe al decimo, undicesimo posto tra le regioni italiane", dice Massimo Ciullo, assessore comunale di Brindisi, ex An poi Pdl dal processo di fondazione ed ora impegnato nella direzione del Movimento "Regione Salento".

E non c'è campanilismo in tutto ciò, prosegue Ciullo, "ma solo voglia di nuovo impegno, mollando gli ormeggi da una politica ormai appiattita e senza idee". Bisogna però riconoscere, ammette l'assessore brindisino che sta preparando la presentazione del movimento in città per le 17,30 di lunedì 27 settembre, Hotel Internazionale, "che in Puglia vige il Baricentrismo". Inutile dire che è giusto che il capoluogo di regione abbia un ruolo centrale anche come snodo delle grandi infrastrutture. Il punto è, per il movimento separatista, che il resto della regione perde pezzi: treni veloci, scali merci, interporti, sedi di servizi pubblici.

Punto di forza dell'iniziativa, il fatto che malgrado tutto il "tacco" ha due importanti aree industriali a Taranto e Brindisi, centri di ricerca, un'Università, il cuore del distretto aerospaziale, un aeroporto con collegamenti internazionali (quello di Brindisi), uno minore (Grottaglie), due grandi porti, "solidi rapporti con Grecia e Albania", ricorda Ciullo. Insomma, si può fare.

Se il Movimento "Regione Salento" fosse su Facebook, potremmo dire che ha Brindisi ha ricevuto le "amicizie" di politici e professionisti, imprenditori e sindacalisti, tra questi il segretario della Cisl, Corrado De Pascalis, Mimmo Bianco di Soavegel, Dario Montanaro, il presidente dell'Ordine dei consulenti del lavoro, Giorgio La Sala, amministratore di Stc Srl (che interverranno lunedì all'incontro, con Ciullo e Pagliaro), ma si parla anche di altri, come l'imprenditore vitivinicolo Angelo Maci. Lunedì si capirà meglio.

Intanto bisogna dire che il Salento non può certo lamentare un'emarginazione rispetto ai livelli politici che contano: il capo dell'opposizione è salentino, la vice presidente della giunta regionale pure, l'unico ministro pugliese anche, più un sottosegretario di peso come Alfredo Mantovano, per non parlare della pattuglia nelle direzioni nazionali e nei gruppi parlamentari.

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