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L'assedio dei rifiuti: "Il Comune gestisca il servizio con una sua società"

C'è solo una strada per spezzare l'assedio dei rifiuti a Brindisi, marciare verso la conquista del decoro urbano e di alti livelli di differenziata, lasciandosi alle spalle inefficienze, corruzione, contenziosi, sporcizia e costi altissimi del servizio

BRINDISI – C’è solo una strada per spezzare l’assedio dei rifiuti a Brindisi, marciare verso la conquista del decoro urbano e di alti livelli di differenziata, lasciandosi alle spalle inefficienze, corruzione, contenziosi, sporcizia e costi altissimi del servizio: rendere pubblico il servizio di igiene urbana, costituendo una società municipale. Lo sostengono Brindisi Bene Comune e Sinistra Italiana, che attraverso il loro gruppo consiliare sosterranno questa proposta in consiglio comunale.

Protesta lavoratori Ecologica Pugliese 4-2

“La sempre più conclamata emergenza rifiuti nel nostro territorio, sia per il servizio di raccolta che per la gestione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, dimostra come l’affidamento ai privati in questo delicato settore produca danni enormi alla comunità. Molte – dice un comunicato di Brindisi Bene Comune e Sinistra Italiana - sono state le aziende che in questi anni hanno svolto in città il servizio di raccolta dei rifiuti. Con tutte vi è stato un rapporto conflittuale, dovuto ad una qualità del servizio spesso scadente, rapporti difficili con il personale che  è dovuto anche  ricorrere a scioperi per rivendicare il pagamento degli stipendi”.

“Viviamo oggi il momento più acuto di questa crisi che si protrae da anni. La città è sporca, la raccolta differenziata è a livelli molto lontani da quel 65% che la legge imporrebbe, le operazioni di pulizia dei cassonetti, la disinfestazione per blatte, topi ed insetti non è efficace tanto da chiedersi se viene in realtà effettuata. E paradossalmente- ricordano i proponenti della svolta nella gestione del settore -  abbiamo  i lavoratori in questi mesi pagati direttamente dal Comune stante le difficoltà economiche dell’azienda che svolge il servizio.  Una situazione drammatica che esaspera i cittadini che pagano per questo disservizio la Tari più elevata d’Italia”.

Il sequestro della discarica di Autigno-2

Dunque, “Brindisi Bene Comune e Sinistra per Brindisi chiedono una svolta in questo settore iniziando a programmare la internalizzazione del servizio raccolta rifiuti orientando la gestione verso la strategia Rifiuti Zero, così come realizzato già in altri comuni come Formia, con risultati notevoli in termini di risparmi e di efficienza del servizio. Proponiamo oggi con questa nota – si legge ancora nel comunicato - e presto con una mozione in consiglio comunale di ripubblicizzare il servizio di raccolta dei rifiuti costituendo una società pubblica ad hoc la “ Brindisi Rifiuti Zero” cui affidare “ in house” la gestione dei servizi di igiene urbana”.

Si tratterebbe, peraltro, di una scelta in linea anche con le  normative europee e le manifestazioni istituzionali della volontà popolare: “Un affidamento diretto alla società pubblica partecipata dal Comune, rispettoso della volontà popolare emersa nel referendum del 2011 e della normativa e giurisprudenza comunitaria per la gestione in house. L’ordinamento giuridico italiano è stato riallineato ai principi comunitari – spiega la nota - per i quali il modello in house providing è legittimo al verificarsi delle seguenti condizioni: partecipazione totalitaria del soggetto pubblico affidante al capitale della società in house affidataria, destinazione prevalente delle attività alle esigenze pubbliche e controllo analogo a quello pubblico sulla società stessa”. 

Cambio di turno nel capannone di Ecologica Pugliese-2

Secondo Brindisi Bene Comune e Sinistra Italiana, la gestione pubblica del settore rifiuti “ è preferibile perché darebbe maggiore trasparenza ad un servizio in cui le ecomafie son sempre più presenti, produrrebbe risparmi e consentirebbe una maggiore pianificazione e controllo del servizio. Il controllo pubblico renderebbe il servizio molto più flessibile ed adeguato alle esigenze della comunità e renderebbe direttamente responsabili gli amministratori comunali nel raggiungimento degli obiettivi”. Sino ad oggi, questa ipotesi non era stata mai formalmente presa in considerazione a Brindisi.

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