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La sfiducia non passa: la Carluccio resta in sella grazie anche al suo voto

E' stata bocciata la mozione di sfiducia nei confronti della sindaca di Brindisi, discussa stamani in consiglio comunale. Come nelle previsioni, il documento ha incassato 15 voti favorevoli e 17 voti contrari, compreso quello della stessa sindaca. C'era un solo assente (giustificato): il consigliere comunale d'opposizione Carmelo Palazzo

BRINDISI – Nessun colpo di scena. E’ stata bocciata la mozione di sfiducia nei confronti della sindaca di Brindisi, Angela Carluccio, discussa stamani in consiglio comunale. Come nelle previsioni, il documento ha incassato 15 voti favorevoli e 17 voti contrari, compreso quello della stessa sindaca. C’era un solo assente (giustificato): il consigliere comunale d’opposizione Carmelo Palazzo (Impegno sociale). Anche con il voto favorevole di Palazzo, ad ogni modo, il tentativo di mandare a casa l’amministrazione comunale sarebbe sfumato. Le opposizioni, come noto, non avevano più i numeri per far passare la sfiducia dallo scorso 6 febbraio, quando il consigliere comunale Damiano Flores annunciò il passaggio dal gruppo del Pd a quello dei “Democratici e Socialisti”, che con cinque consiglieri appoggia la maggioranza.

IL VIDEO CON I MOMENTI SALIENTI DEL CONSIGLIO COMUNALE

L’area riservata al pubblico era gremitissima. L’intervento più atteso, seguito in religioso silenzio, è stato quello del consigliere comunale Pasquale Luperti (capogruppo dei Coerenti Per Brindisi), che insieme alla consigliera Marika Rollo si era fatto promotore della mozione di sfiducia, pochi giorni dopo aver lasciato la maggioranza a seguito della rottura consumatasi sulla mancata conferma della delega all’Ambiente all’ex vicesindaco Francesco Silvestre, presente in mezzo al pubblico. Luperti ha preso la parola al termine del primo giro di interventi dei consiglieri dell’opposizione, ripercorrendo l’iter iniziato la scorsa estate, con la decisione di sostenere la coalizione guidata dalla candidata Angela Carluccio, fra le file di Impegno Sociale.

Marika Rollo e Pasquale Luperti-2

Luperti ha parlato di quelli che all’epoca lui stesso ribattezzò i “cinque samurai”, una sorta di organismo di coordinamento istituito in seno alla coalizione che lo scorso giugno ha vinto le elezioni. Luperti ha sostenuto che nei giorni successivi alla rottura con Impegno sociale (il primo gruppo a defilarsi dalla maggioranza), la forza dei “cinque samurai andò scemando”. “Le riunioni le facevamo in cinque – afferma Luperti – ma le decisioni le prendeva uno solo, che è di Brindisi”. Luperti ha rimarcato il suo disappunto per il comportamento nei confronti dell’avvocato Silvestre (“Perché era scomodo”?”, si è chiesto Luperti), ha attaccato l’assessore all’Attuazione del programma, Vito Carella, chiedendosi cosa giustificasse la presenza di quest’ultimo in riunioni che nulla avevano a che vedere con la sua delega (fra cui degli incontri sul tema dei rifiuti), ha condannato “la corsa all’accaparramento di poltrone” che a suo dire ha paralizzato l’azione amministrativa.

Restando fra i banchi dell’opposizione, uno degli interventi più incisivi è stato quello di Riccardo Rossi (capogruppo di Brindisi Bene Comune) che ha aperto la seduta elencando tutte le pecche dei primi otto mesi dell’amministrazione Carluccio (la perdita dei finanziamenti del bando per le periferie, lo stallo del Pug e del piano della costa, la mancata stabilizzazione di una parte degli ex Lsu, i rimpasti di giunta, “la farsa sulla nomina dei dirigenti delle partecipate"), rinfacciando alla maggioranza di reggersi “su interessi di gestione delle poltrone della giunta e delle partecipate”.

RIccardo Rossi-10Nando Marino (avversario della Carluccio al ballottaggio) ha parlato di una amministrazione “commissariata da affaristi della politica” e ha posto l’accento sulla questione riguardante le tariffe del ticket per l’utilizzo degli impianti sportivi comunali, nei confronti della quale non sarebbero stati mantenuti gli impegni presi in campagna elettorale.  

Stefano Alparone (capogruppo del Movimento cinque stelle) ha accusato il primo cittadino di “non conoscere la città”, di “non incontrare la gente”, di “vivere nel suo ufficio, attendendo gli ordini dall’alto”, adottando dei “toni inerenti solo ed esclusivamente a come rimanere in sella”.

Mauro D’Attis (capogruppo di Forza Italia) ha posto l’accento sull’inadeguatezza della classe dirigente brindisina e ha chiarito che il suo partito “non ha mai pensato di sostenere questa maggioranza, anche se ci sono dei partiti che si richiamano all’area di centrodestra”. “Non potevo sostenere - ha affermato D’Attis - una coalizione che aveva gli uomini che avevano amministrato insieme a Consales”. A detta di D’Attis “in questa città ci sono poteri forti che a un certo punto hanno deciso che doveva vincere il ballottaggio la sindaca Carluccio”.

Antonio Elefante (capogruppo Partito democratico) ha contestato alla sindaca di aver risposto “sempre con selfie, video e post” ai problemi della città e ricollegandosi al grave episodio di cronaca verificatosi la sera di lunedì (20 febbraio) nei pressi della stazione ferroviaria (dove un giovane sarebbe stato abusato sessualmente da due pakistani), ha espresso disappunto per il fatto che la sindaca non si sia attivata con le autorità competenti per affrontare le problematiche legate alla sicurezza.

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Nella sua prima replica, la Carluccio ha letto un intervento preparato in anticipo. La sindaca ha parlato di una opposizione per la quale “non è mai finita la campagna elettorale”, dicendosi ancora in attesa “della telefonata di chi doveva riconoscere che gli elettori mi avevano scelta (il riferimento è a Nando Marino, ndr)”. Secondo la Carluccio l’opposizione “non ha svolto un ruolo di vigilanza”, ma ha cercato di “riprendersi in tutti i modi ciò che gli elettori le avevano tolto”. La sindaca non si spiega le ragioni per le quali si intende mettere fine alla sua amministrazione.

Fra i provvedimenti più importanti dei primi otto mesi di governo, la Carluccio ricorda il rimpasto della macchina amministrativa, il parere negativo al rilascio dell’Aia alla centrale Enel Federico II in sede di conferenza di servizi, la gestione degli interventi di bonifica di Micorosa, la stabilizzazione di 22 Lsu (“11 nel 2017, 11 nel 2018”), la “riduzione significativa” del ticket per gli impianti sportivi, il ripristino “a tempo di record” della funzionalità del PalaMelfi, il pagamento delle spettanze maturare dai dipendenti della ditta Ecologica Pugliese (che da mesi non riesce a pagare gli stipendi ai propri lavoratori), l’impegno per mantenere l’offerta formativa garantita dalle università di Bari e Lecce, il drastico taglio degli emolumenti delle direttrice della fondazione Nuovo teatro Verdi (con la quale è in atto un contenzioso),  il tratto finale imboccato da una serie di pratiche istruite dalle precedenti amministrazioni (fra cui i lavori di realizzazione di 50 nuovi alloggi popolari al rione Paradiso, iniziati in questi giorni) e altro ancora. 

Angela Carluccio 2-2-4

L'intervento della sindaca  ha suscitato forte malcontento fra i consiglieri d'opposizione. Per D’Attis infatti si è trattato di un “discorso già scritto e non aderente al dibattito in aula”. “E’ la prima volta che l’amministrazione – afferma il capogruppo di Forza Italia – si regge con voti pari in consiglio comunale (fra i 17 voti contrari alla mozione di sfiducia c’è infatti anche quello della sindaca)”. Nado Marino ha parlato di un discorso che “fa rabbrividire, forse scritto da qualcuno che non vive in questa città”. Alparone ha chiesto alla sindaca per quale ragione si permetta “il lusso e l’arroganza di accusare l’opposizione di fare solo ostruzionismo”, rimarcando che il suo gruppo “è quello che ha prodotto più atti in questa amministrazione”. Per Rossi, invece, quello della sindaca è stato un “racconto da mulino bianco di una realtà che non c’è”. “Non avete presentato - afferma Rossi - nessun progetto. Quando arriveranno le elezioni politiche e il patto fra Francavilla Fontana (terra di Massimo Ferrarese, leader di Noi Centro ndr) e Maglie (terra di Raffaele Fitto, leader di Sviluppo Italia, ndr) si scioglierà come neve al sole, le toglieranno la fiducia e saranno i suoi a mandarla a casa”.

I banchi della giunta Carluccio-3

Prima della votazione, la Carluccio ha preso nuovamente la parola sottolineando i “toni offensivi e denigratori dell’opposizione verso la sindaca e verso la maggioranza”. “Questa – prosegue la Carluccio – è una mancanza di rispetto che racchiude il vostro modo di fare”. “Ho intrapreso questo percorso – chiosa il primo cittadino - e intendo portarlo avanti per senso del dovere e responsabilità verso la città, lo farò con onestà e trasparenza”.

A sostegno della Carluccio sono intervenuti i capigruppo di maggioranza Consiglia Tau (Direzione Italia), Giampiero Epifani (Noi centro con Brindisi) e Luciano Loiacono (Democratici e Socialisti). Quest’ultimo, in particolare, ha manifestato apprezzamento per gli interventi dei consiglieri d’opposizione Christian Saponaro ("Rinasce Brindisi", che si è detto pronto a “sostenere provvedimenti che riterremo utili alla nostra comunità”, se la sindaca “rimetterà i cittadini al centro dell’attività amministrativa e non si farà tirare per la giacchetta”) e Teodoro Pierri (Brindisi Popolare), rimarcandone la “maturità”. Chissà che non si stia tentando di porre le basi per un eventuale ampliamento della maggioranza. 

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